L'uomo individuato grazie alle immagini delle telecamere: ricoverato a Psichiatria Ha confessato: è un romano di 52 anni senza fissa dimora ROMA - «Volevo attirare l'attenzione sulla mia storia, per questo ho scelto la fontana più famosa». La caccia al vandalo è finita. Mauro Magi, 52 anni, romano, senzatetto e incensurato, è stato individuato domenica sera mentre passeggiava in via di Santa Maria dell'Anima, a pochi passi da piazza Navona, dove sabato mattina ha danneggiato la storica Fontana del Moro. Era vestito nello stesso modo: maglietta nera, jeans e scarpe da ginnastica All Star Converse. A fermarlo è stata una pattuglia dei carabinieri in servizio presso la Stazione mobile. L'identikit elaborato grazie alle immagini delle videocamere puntate sulla piazza è stato fondamentale per rintracciare il vandalo: sono state soprattutto le scarpe (un modello poco diffuso, di stoffa celeste con la mascherina bianca) a insospettire i militari che hanno fermato Magi mentre si confondeva tra un gruppo di turisti. È stato sottoposto a fermo di identificazione di 24 ore, denunciato per danneggiamento aggravato ai Beni dello Stato e ricoverato nel reparto di Psichiatria dell'ospedale Umberto I in attesa di accertamenti. Nessun documento, nessuna risposta chiara inizialmente da parte dell'uomo che ha parlato di una «protesta contro i magistrati» per la sua «storia giudiziaria». Magi ha fatto riferimento ad «accuse ingiuste» per alcuni reati compiuti 25 anni fa. Ma in realtà risulta incensurato. I militari riferiscono di «frasi farneticanti alternate a momenti di lucidità e di un evidente squilibrio mentale» e poi di quella confessione: «Sono stato io, ho rotto io la fontana, ho usato un sasso sperando che il marmo potesse rompersi, poi mi sono allontanato con calma, senza correre perché nessuno mi aveva visto e mi stava rincorrendo». Dopo il raid a piazza Navona Magi ha deciso di colpire una seconda volta: «Sono andato a Fontana di Trevi, ho preso un sampietrino e l'ho lanciato. Poi mi sono allontanato con calma, nessuno mi aveva visto». Sembra che il vandalo si sia anche rammaricato di non essere riuscito a danneggiare la fontana così come aveva fatto a piazza Navona. «Un tipo un po' nervoso» così lo descrivono residenti e commercianti di piazza Navona che hanno riconosciuto quel volto. Nato e cresciuto nel quartiere periferico di Torre Vecchia, ha raccontato di aver lavorato come autista quando era giovane. Poi i primi segni di squilibrio che si sono aggravati dopo la morte del padre, quando ha deciso di abbandonare la casa di famiglia nella quale abitava insieme alla sorella. «Soffre di schizofrenia, ha iniziato ad avere problemi psicologici verso i trenta anni, quando è morta nostra madre - spiega la sorella - Mauro è sempre stato molto sensibile e mai violento». «Sono sconvolta - continua la donna - non avrei mai immaginato che il vandalo di piazza Navona potesse essere lui». Magi fino a 30 anni ha fatto il conducente di auto a noleggio, poi la morte della mamma e il tracollo cinque anni fa, quando è venuto a mancare anche il padre. «Da quel giorno Mauro ha lasciato la nostra casa - dice la sorella - e non lo abbiamo più visto». La casa di Mauro è diventata la scalinata della Chiesa di Sant'Agostino, in piazza delle Cinque Lune, territorio spartito insieme ad altri senza fissa dimora della zona. L'uomo era conosciuto di vista anche dai carabinieri della Stazione Farnese che avevano iniziato da subito le ricerche nei luoghi che frequentava abitualmente. La Procura di Roma chiederà al gip l'applicazione temporanea della misura di sicurezza, provvedimento previsto dal codice penale nei confronti di autori di reato considerati pericolosi socialmente. Ci sarebbe infatti il concreto rischio di reiterazione del reato. Il Comune si è costituito parte civile e il sindaco Gianni Alemanno ha chiesto «una pena esempla-re». Il ministro peri Beni culturali Giancarlo Galan annuncia che presenterà un progetto di legge per nuove norme a tutela del patrimonio artistico. Il comandante provinciale dei carabinieri colonnello Maurizio Mezzavilla ha evidenziato come «il controllo del territorio sia fondamentale per garantire la sicurezza», mentre il comandante del Gruppo di Roma Giuseppe La Gala ha sottolineato d'importante ruolo che le stazioni svolgono sul territorio di tutta la città».