Legambiente ricorrerà al Cga contro la decisione del Tribunale amministrativo sul Piano paesistico di Ragusa. Una vicenda che il Comune aretuseo segue con molto interesse visto che il Piano a Siracusa è già pronto e a Palermo ma non ancora adottato. E, a oggi, sarebbe da rifare. Il decreto con cui il 10 agosto l'assessore regionale al Territorio e ambiente aveva adottato il Piano paesistico della provincia di Ragusa, infatti, è stato annullato dal Tar di Catania che ha accolto il ricorso della Provincia e dal Comune ibleo e da altri enti locali che avevano stigmatizzato la mancanza della Valutazione ambientale strategica (Vas) dell'assessorato regionale competente in una fase endoprocedimentale, quindi prima dell'adozione del Piano. Questo, così come per lo strumento illustrato a Siracusa, ha suscitato critiche degli operatori economici del territorio per i vincoli urbanistici imposti. «Martedì notificheremo il ricorso al Cga - spiega l'avvocato siracusano Corrado Giuliano, difensore di Legambiente, intervenuta nella causa amministrativa a supporto delle tesi della Regione sul caso Ragusa - e presenteremo una questione pregiudiziale comunitaria. Chiederemo all'assessorato regionale di andare avanti e pubblicare ugualmente il Piano anche per Siracusa e di schierarsi con noi tramite l'avvocatura regionale». La pregiudiziale comunitaria da diversi anni è divenuto un meccanismo per garantire una corretta e uniforme applicazione del diritto europeo da parte delle giurisdizioni nazionali e in questo caso Legambiente vuole dimostrare che la direttiva Ue recepita dalla Regione riguardante la Vas è difforme dalle intenzioni. «La sentenza del Tar di Catania che sospende gli effetti del Piano Paesistico della provincia di Ragusa rischia di produrre effetti gravissimi sul territorio - dichiarano infatti Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente Sicilia e Gianfranco Zanna, responsabile regionale Beni culturali dell'associazione -. Le motivazioni lasciano alquanto perplessi: sostenere, dopo anni, che occorre la Vas per l'adozione di un piano di vincoli che ha natura paesaggistica e non può essere considerato un piano territoriale, appare incredibile in una regione in cui, in questi anni, attraverso norme di deroga, la Vas non è stata fatta nemmeno per i piani urbanistici e addirittura per il piano energetico regionale». Il Piano regolatore generale di Siracusa, per esempio, è privo di Vas e ogni piano di lottizzazione dev'essere sottoposto a verifica di assoggettabilità. «Gli interessi che hanno avversato il piano paesaggistico di Ragusa e che hanno portato alla sentenza - concludono gli ambientalisti - sono ben lontani dalla tutela dell'ambiente che è l'obiettivo della Vas, la cui mancanza viene agitata in maniera del tutto strumentale. Adesso si corre un serio e forte pericolo di un'aggressione del paesaggio da parte di speculatori, palazzinari e cementificatori senza scrupoli. L'amministrazione regionale e il governo Lombardo devono scendere subito in campo con determinazione, per dimostrare da che parte stanno, facendo scattare un'immediata moratoria per impedire nuovi scempi edilizi in tutto il territorio siciliano, in attesa della definizione della vicenda». Ma i Comuni di Melilli e Siracusa stanno alla finestra, pronti al ricorso. 04092011