Sui fondali del luogo simbolo di Capri bottiglie, lattine e persino una scaletta: quintali di rifiuti recuperati dai subacquei L'appello: «Troppi vandali tra i diportisti servono telecamere per la tutela del sito» Tra gli oggetti ripescati anche orologi, ombrelli e una carta di credito CAPRI. La Grotta Azzurra ridotta a pattumiera, violato ancora una volta l'antro di Tiberio. Circa un quintale tra lattine, bottiglie di vetro e plastica sono state riportate a galla dai subacquei volontari che hanno li hanno prelevato dall'interno della grotta solo a distanza di due mesi dal precedente intervento. L'operazione di fine estate ha visto impegnati gli esperti ambientalisti dell'associazione «Sub Capri». Una vera e propria operazione di pulizia che ormai è diventata routine e che viene effettuata in sinergia con la Soprintendenza ai beni archeologici di Napoli e la consulta dei comuni di Capri ed Anacapri. Il sito dalle acque blu cobalto è visitato ogni anno da migliaia di turisti che, pur di «tuffarsi» nella Grotta, sono disposti a pagare circa 25 euro a persona tra motoscafo, traghettamento e ingresso. Un via-vai continuo: e purtroppo c'è sempre qualcuno che incurante delle bellezze del luogo offende l'ambiente lasciando tracce del suo passaggio. Quasi sempre buste in plastica, lattine vuote di bibite e bottiglie in vetro. Ed è questa proprio la tipologia dei rifiuti che il nucleo di sub ha rinvenuto sui fondali e che ha provveduto a raccogliere in contenitori. Con speciali attrezzature il materiale è stato fatto risalire in superficie per essere consegnato al personale della "Anacapri Servizi" che attendeva sulla scaletta che dall'alto della piazzola conduce proprio davanti all'imboccatura della grotta. A sovrintendere da terra alle operazioni di ripulitura dello specchio acqueo c'erano i carabinieri della stazione di Anacapri ai quali sono stati anche consegnati alcuni documenti, carte di credito, un ombrello e un orologio che i subacquei hanno prelevato dal fondo che probabilmente erano caduti in mare dalle tasche di alcuni turisti in visita alla Grotta Azzurra. E tra i cumuli di lattine e rifiuti in plastica recuperati è spuntata anche una scaletta metallica adibita a far scendere in mare dalle imbarcazioni i passeggeri. Vasco Fronzoni, Mario Vacca, Sergio Cosentino e Luciano Catuogno, i protagonisti dell'intervento di pulizia e bonifica dei fondali, sono soddisfatti del risultato ottenuto. «Abbiamo ripulito la grotta, ora ci batteremo per la realizzazione dell'area marina protetta dell'isola di Capri», dice Fronzoni, avvocato con la passione per il mare. Gli fa eco Vacca, imprenditore caprese: «Siamo volontari spinti da un unico desiderio, quello di contribuire a mantenere le bellezze dell'isola inalterate. Ci preoccupa moltissimo il rinvenimento di un'infinità di bottiglie di vetro che giacevano in profondità proprio davanti all'ingresso della grotta: serve un sistema di videosorveglianza per individuare e multare i responsabili». L'associazione «Sub Capri» da dieci anni è impegnata in interventi a tutela e a salvaguardia del mare. I volontari hanno partecipato in varie occasioni anche a operazioni di soccorso e hanno recuperato nel corso degli anni numerosi reperti archeologici che giacevano in profondità.
Mare-discarica, scempio nella Grotta Azzurra
I subacquei volontari dell'associazione Sub Capri hanno recuperato circa un quintale di rifiuti dai fondali della Grotta Azzurra di Capri, tra cui lattine, bottiglie di vetro e plastica. L'intervento di pulizia è stato effettuato in collaborazione con la Soprintendenza ai beni archeologici di Napoli e la consulta dei comuni di Capri ed Anacapri. I rifiuti sono stati recuperati con speciali attrezzature e consegnati al personale della "Anacapri Servizi". Tra i rifiuti recuperati sono stati anche trovati un ombrello, un orologio e una carta di credito. I volontari hanno anche recuperato una scaletta metallica adibita a far scendere in mare i passeggeri.
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