Basterebbe pensare a quante pizzerie, locali tipici, ristoranti, non solo in Campania ma in tutto il mondo, sono intitolati alla Grotta Azzurra di Capri; oppure vedere, dall'alto, la folla di barche che trasportano in questo magico antro le masse di visitatori per capirne l'importanza turistica. La raccolta, fatta ieri dai subacquei ambientalisti nel suo fondale, di circa un quintale di rifiuti di ogni tipo, dalle scalette di metallo, alle lattine e alle bottiglie, la dice lunga sulla qualità delle persone che la visitano ogni giorno in una processione ininterrotta e rumorosa che ne deprime il fascino. Ed è solo grazie al fatto che gli onnipresenti sacchetti e bottiglie di plastica galleggiano che non hanno aggiunto oltraggi ai fondali della Grotta. Anche se, come dichiara l'organizzatore di questa civile operazione, la quantità e il volume dei rifiuti che vengono raccolti sono calati rispetto a un precedente intervento, non c'è dubbio che il turpe eczema del rilascio dei rifiuti stia sempre più deturpando i luoghi più affascinanti del Bel Paese. Dagli scavi di Pompei alla Via Appia Antica, dalle aree archeologiche alle spiagge, i luoghi più belli appaiono imbrattati dalle deiezioni di un turismo cialtrone. Ipotizzare il numero chiuso alle masse di visitatori per evitare una pressione eccessiva appare improponibile. E anche un sistema di videosorveglianza sarebbe di difficile applicazione. L'unico rimedio, come in altri problemi simili, è l'educazione dei barcaioli e delle guide che trasportano i turisti, unita a fattori di prevenzione e di dissuasione che prevedano sanzioni pesanti e immediatamente applicate.
La Grotta Azzurra e l'inciviltà dei turisti
La Grotta Azzurra di Capri è stata oggetto di una raccolta di rifiuti, con circa un quintale di materiali di ogni tipo trovati nel suo fondale. La raccolta è stata effettuata dai subacquei ambientalisti e mostra la qualità delle persone che visitano la grotta ogni giorno. La quantità e il volume dei rifiuti raccolti sono calati rispetto a un precedente intervento, ma il problema persiste. I luoghi più belli del Bel Paese, come Pompei e la Via Appia Antica, sono imbrattati dai rifiuti dei turisti. L'unico rimedio è l'educazione dei barcaioli e delle guide, unita a fattori di prevenzione e dissuasione, come sanzioni pesanti e immediate.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo