ROMA Potrebbe essere un abituale frequentatore di piazza Navona o aver fatto diversi sopralluoghi prima di agire. Il vandalo che sabato ha sfregiato la fontana del Moro sapeva come muoversi, ha preparato il suo piano e ha agito senza esitazioni. Per rintracciarlo gli investigatori esamineranno i video delle telecamere puntate sulla piazza nei giorni precedenti al raid e quelli posizionati nei vicoli vicini. Spunta la pista di un complice. ROMA - Potrebbe aver fatto diversi sopralluoghi prima di decidere di agire. Aver studiato nei dettagli la posizione delle telecamere puntate sul suo obiettivo ed essersi appuntato meticolosamente i turni e gli spostamenti dei vigili che sorvegliano la zona. Perché il vandalo che sabato ha danneggiato la Fontana del Moro di piazza Navona sapeva come muoversi. Ha agito con rapidità, senza esitazioni: 30 secondi netti per entrare nella fontana e colpire con violenza uno dei mascheroni che adornano il monumento. Non si è mai guardato alle spalle, mai un movimento della testa verso l'alto che avrebbe potuto svelare il suo volto. Resta sempre il dubbio, ancora non escluso del tutto, di un possibile complice che abbia dettato i tempi del raid. «Attenzione, vi ricordiamo che stiamo cercando un uomo alto circa un metro e 75, corporatura robusta, sui 45 anni, con pochi capelli. Si avvicina in modo veloce all'obiettivo e colpisce». Ieri alle ore 8, nella centrale operativa del comando della polizia municipale, il vicecomandante Donatella Scafati diffondeva, ancora una volta, via radio l'identikit del «serial killer delle fontane» che ha oltraggiato il patrimonio artistico della Capitale: dieci colpi con un sasso contro uno dei mascheroni della Fontana del Moro e poi il lancio di un sampietrino contro la Fontana di Trevi. La caccia continua e per cercare di dare un volto al vandalo si punta ancora su quella video sorveglianza che ha ripreso l'atto di vandalismo. «Roma Capitale chiederà alla Sala Sistema Roma di analizzare i video dei giorni precedenti - annuncia Giorgio Ciardi, delegato del sindaco per la sicurezza - è possibile che il vandalo sia un frequentatore della piazza o abbia fatto dei sopralluoghi per verificare il posizionamento delle telecamere e altri dettagli» che gli hanno consentito di agire indisturbato. La ricerca del volto mancante potrebbe emergere anche dagli altri occhi elettronici che sorvegliano il Centro: attività commerciali, banche, sedi politiche e istituzionali. Quell'uomo si è allontanato a piedi da piazza Navona, e dopo tre ore, vestito sempre nello stesso modo (c'è solo un dubbio sul colore della maglia forse cambiata) ha colpito di nuovo a Fontana di Trevi lanciando un sampietrino contro il monumento. Per rintracciare il vandalo si punta su quelle videocamere che tempo fa hanno consentito di risalire all'identità del finto prete che rapinò la gioielleria Eleuteri di via del Corso: il suo volto fu immortalato mentre si toglieva il cappello che fino a quel momento gli aveva consentito di rimanere senza identità. Anche il vandalo potrebbe aver compiuto un errore. Ad aiutare gli agenti potrebbero essere anche le scarpe indossate dall'uomo: delle Converse All Star bianche, non molto diffuse. Ieri mattina le divise bianche hanno compiuto un sopralluogo a piazza Navona, in cerca di testimoni. Dai video si vedono chiaramente diverse persone presenti sul posto mentre il vandalo agisce. In particolare c'è un ragazzo con la maglietta rossa che dopo quella che sembra essere una telefonata, osserva l'arrivo del vandalo e poi va via. Il sasso bianco con il quale l'uomo ha colpito la fontana, intanto, non è stato più trovato. Inizierà questa mattina il lavoro di restauro del mascherone, una riproduzione ottocentesca dell'opera realizzata su disegno del Bernini. L'intervento «costerà qualche migliaio di euro, spesa che graverà sulle tasche dei contribuenti» spiega il sovrintendente ai beni culturali di Roma Capitale, Umberto Broccoli, che si dice stupito delle polemiche sulla sicurezza dei monumenti «visto che i pezzi staccati della fontana sono stati recuperati quasi all'istante». Almeno tre le telecamere puntate sulla Fontana, ma ad avvertire i vigili che stavano sulla piazza è stato un turista. Tante le denunce di residenti e commercianti sulla mancanza di sicurezza. «A piazza Navona andrebbe migliorata la governane sulla sicurezza per quanto riguarda l'abusivismo commerciale o il fenomeno dei suonator o ha detto Ciardi che però respinge le critiche sull'atto vandalico di domenica: «Piazza Navona è un luogo dove passano ogni anno 23 milioni di turisti e un gesto di un folle è difficile da bloccare». II presidente delle imprese turistiche della Capitale Fiavet Lazio Confcommercio punta invece sull'introduzione della tassa di soggiorno per «procedere al potenziamento dei controlli a tutela del turismo». Ma intanto, mentre i turisti scattano foto ricordo sul monumento menomato, del vandalo che sabato ha colpito due delle fontane più famose del mondo ancora non si sa nulla.