In prestito le carrozze della linea 6 per evitare un servizio insufficiente Disponibili fino al 2013 solo gli attuali vagoni ma con un numero molto più alto di passeggeri Senza allungare le composizioni sarà inevitabile offrire un servizio peggiore e meno frequente A Tursi nessuno si fa illusioni: i tagli ai finanziamenti statali per gli enti locali, confermati anche nellultima pasticciatissima "manovra" governativa, impediranno di disporre dei soldi per pagare gran parte degli interventi in cantiere. Dei 34 milioni e 870 mila euro necessari per la fornitura di sette treni di produzione AnsaldoBreda (nellottobre scorso affidata alla concessionaria Ansaldo Sts) solo circa 20 sono in cassa; senza trasferimenti statali impensabile coprire il restante importo. Si dirà: se ogni convoglio costa circa 5 milioni di euro almeno quattro potrebbero essere allestiti. Vero, ma a parte il fatto che, in Comune, cè chi non dimentica di ricordare che, vista la drammatica situazione finanziaria dellente, le somme destinate alla metropolitana potrebbero essere dirottate a necessità più impellenti (anche se limpegno contrattuale con Ansaldo difficilmente verrebbe eluso senza pesanti penalità), laccordo con i costruttori è chiaro: 5,2 milioni devono essere versati entro lanno prossimo e 2 nel 2013. Soldi che non ci sono, come i 7 milioni per ladeguamento del deposito sottostante via Buozzi destinato al montaggio dei treni di ultima generazione. Ma cè di più: questi ultimi lavori procedono con enorme ritardo (valutato intorno ai due anni), prima stoppati dai ritrovamenti archeologici e poi rallentati dalla necessità (imprevista) di rinforzare completamente limpalcato della strada (invece che su strutture solide poggia su antichi muri di mattoni da puntellare decisamente per evitare crolli). Fate due più due: se i fondi mancano e le strutture sono indietro tutta nei tempi di realizzazione pensare di vedere sui binari di Brignole le nuove carrozze della metropolitana allinaugurazione della stazione ad aprile 2012 (data irrinunciabile per lamministrazione comunale poiché a maggio ci saranno le elezioni) è una follia. Su questo, almeno, cè concordanza di giudizio: sempre che i soldi non si volatilizzino i convogli più moderni (o almeno il primo di essi, che dovrà superare i tempi tecnici di collaudo e omologazione) andranno in linea a metà del 2013. Inevitabile, almeno per un anno, utilizzare anche fra De Ferrari e Brignole gli stessi treni (di prima e seconda generazione, con tutti gli ovvi problemi di vetustà) che oggi coprono la tratta Certosa-De Ferrari, ma con un carico passeggeri decisamente maggiore rispetto a oggi e su un tracciato più lungo di un chilometro e mezzo. Delle due luna: comporre convogli da tre carrozze (invece del paio usuale) e, considerando la necessità di avere sempre del materiale di riserva, poter contare di routine su cinque convogli in servizio con una frequenza nelle ore di punta di 8-9 minuti, oppure lasciarli a due carrozze mantenendo sì lintervallo minimo attuale di passaggio di 6 minuti ma con una offerta posti molto inferiore alla prevedibile (e augurata) crescente domanda di viaggiatori. Ecco spuntare la terza via: avere treni più capienti senza diminuire la frequenza dei transiti. Come? Con la «operazione Napoli», prendendo a prestito i vagoni della derelitta linea 6, assolutamente compatibili con i genovesi, essendo gli stessi AnsaldoBreda. E se a quella di Genova si è affibbiato laggettivazione della metropolitana "più breve e più costosa" esistente, Napoli non è da meno: della linea 6, in particolare, che doveva collegare la Mostra dOltremare a Piazza Municipio (per linterconnessione con la linea 1), funziona, dal 2007, una mini tratta di 2 chilometri fino a Mergellina; per le altre quattro stazioni i lavori sono in corso (ritardati pure lì da ritrovamenti archeologici) e gli osservatori più realisti ne prevedono la conclusione nel 2014. Anche il verbo "funziona" è unesagerazione: la presenza di altre due linee (la 2 e la Cumana), molto meglio collegate ai centri nevralgici del trasporto partenopeo, ha fatto crollare il numero dei passeggeri. Di fronte alla realtà di pomeriggi in cui non salivano a bordo più di 300 persone in totale il Comune di Napoli sè arreso: la linea 6 da tempo chiude il servizio alle ore 14.30 e la navetta bus sostitutiva sè dimostrata molto più efficace. Ecco, dunque, che la flotta di treni è sovrabbondante rispetto alle necessità, non potendo essere dirottata sulle altre linee di Metronapoli sia perché mancano collegamenti diretti, sia perché i treni AnsaldoBreda sono, appunto, dedicati alla 6 e non utilizzabili altrove. E allora perché non "affittarli" a Genova? E non con la formula calcistica del "prestito con diritto di riscatto": sotto il Vesuvio potrebbero non dover tornare mai. Il Comune di Napoli ha infatti ordinato ad Ansaldo Sts nuovi treni dello stesso modello scelto da Genova. Solo facendo combaciare i tasselli del mosaico i 7 chilometri della Brin-Brignole, dalla primavera prossima, potranno offrire un servizio di trasporto minimamente dignitoso.
Metrò a Brignole, mancano i treni Tursi pensa di "affittarli" a Napoli
Il Comune di Genova ha deciso di prenotare i treni della linea 6 di Napoli per coprire la carenza di materiale ferroviario. I treni sono stati ordinati da Ansaldo Sts e sono previsti per essere consegnati entro l'anno prossimo. Tuttavia, il Comune di Napoli non ha i fondi per pagare il prezzo dei treni, e quindi il Comune di Genova ha deciso di prenotare i treni per il proprio servizio. I treni saranno utilizzati per coprire la tratta Brignole-De Ferrari, con un carico passeggeri maggiore rispetto a oggi e su un tracciato più lungo di un chilometro e mezzo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo