Capolavori a rischio - Allarme dell'associazione Appacuvi: il degrado minaccia molte opere d'arte della valle lariana «Gli affreschi della chiesa dei Santi Nazaro e Celso, a Scaria Intelvi, sono a rischio. Tra i tesori d'arte della Valle Intelvi, sono quelli da bollino rosso, che chiedono interventi d'urgenza. In mancanza dei quali, credo abbiano due anni di vita». Il grido d'allarme è lanciato dal professor Andrea Spiriti, direttore scientifico dell'associazione culturale intelvese Appacuvi (tra i fondatori ci fu la grande filologa Maria Corti) e docente di Storia dell'arte all'Università degli Studi dell'Insubria. L'agenda dei salvataggi deve prevedere un intervento urgente per Scaria, secondo Spiriti: «Gli affreschi rococò nel portico, opera del Carloni, stanno subendo un'aggressione pesantissima da parte dell'umidità». Non si tratta di sognare la luna. Prima occorrerebbe risanare il muro del protiro e poi gli affreschi. «Sono interventi che nella loro dimensione "infermieristica", cioè per bloccare il degrado, altrimenti irreversibile, sono nell'ordine di qualche migliaio di euro. Insomma isolare il problema è gestibilissimo. Ma se non si interverrà tra due anni perderemo questi dipinti». Non è purtroppo l'unica emergenza sul Lario. Spiriti, segnalando che a Lanzo ci si sta muovendo bene per salvare la chiesa della Madonna del Latte, auspica il restauro di Santa Maria Assunta a Scaria, cita la parrocchiale dei Santi Quirico e Giovita a Veglio e la chiesa di San Silvestro in Lura, a Blessagno Intelvi. L'elenco prosegue con la parrocchiale di Osteno, «splendido edificio», e poi San Lorenzo a Laino «che ha un patrimoni di stucchi incredibile», e poi Santa Maria Assunta a Puria, in Valsolda. «E sulla sponda occidentale del Lario la parrocchiale di Santo Stefano a Lenno, la cui cripta medievale richiede uno scavo - dice Spiriti - Un edificio interessantissimo è inoltre la chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Nesso, con gli stucchi del Barberini, oggetto di dissennati interventi negli anni Cinquanta». E un capolavoro che merita assoluto rispetto è «la chiesa parrocchiale di Rovenna a Cernobbio: si potrebbe crearvi un museo, per esporvi la celebre Croce astile di rame in stile bizantino che risale al XII secolo». Nel complesso, l'allarme riguarda moltissimi beni: «Sono ben pochi gli edifici sacri che sono stati restaurati», ammette Spiriti. E non ci sono solo opere a carattere religioso. Tra le "laiche" meritevoli di restauri e in preda al degrado, il professor Andrea Spiriti cita poi, quale intervento su pareti esterne che si potrebbe effettuare a norma di legge, «i bellissimi affreschi e graffiti con scene profane e cavalleresche nel centro di Claino con Osteno, che risalgono al '400 e al '500. Sono spesso in condizioni mediocri, dato che sono sottoposti all'usura degli agenti atmosferici». L'allarme forse non è destinato a cadere nel vuoto, almeno per quanto riguarda il patrimonio della valle lariana. Con l'Appacuvi il professor Spiriti sta infatti per lanciare una nuova rivista in formato digitale e bilingue proprio sugli "artisti dei laghi" tra Lario e Ceresio, cioè gli intelvesi, i valsoldesi e i sottocenerini, ossia i "Maestri Comacini" che fecero fortuna con le loro opere in tutta Europa. E domani sera al nuovo "Museo Brenta" di San Fedele Intelvi (con riproduzioni dei Maestri Comacini e cimeli risorgimentali) un incontro al vertice con amministratori locali e studiosi di storia e tradizioni, proprio su invito di Appacuvi, farà il punto sulle emergenze del territorio intelvese e stimolerà la società civile a una maggiore attenzione al patrimonio culturale. Lorenzo Morandotti