Il club d'élite che promuove le località più belle ha ben 202 affiliati, ma la nostra regione porta un piccolo contributo. Paesaggisti ed esperti sono perplessi L'assessore Finozzi: facciamo un'associazione regionale VENEZIA Asolo e Portobuffolè, Borghetto, Arquà Petrarca. E' il poker d'assi che il Veneto può calare nella partita dei borghi storici più attraenti. Lo dice il club «I Borghi più belli d'Italia». Nulla da eccepire sulla bellezza dei quattro gioielli (due in provincia di Treviso, gli altri tra Verona e Padova): strano è che tra i 202 borghi più rappresentativi del Belpaese, il Veneto ne abbia solo quattro, davanti ai tre di Sardegna e Molise e ai due della Val d'Aosta. Eppure la nostra è la prima regione per flusso turistico con 60 milioni e mezzo di presenze nel 2008 (di cui oltre 35 milioni straniere), 18 milioni più del Trentino Alto Adige e 19 più della Toscana. Ma il Club ha scovato altre regioni più ricche: 22 borghi meritevoli in Umbria e 19 in Liguria e Abruzzo, ecc. ecc. Per Maria Letizia Panajotti presidente veneto di Italia Nostra è un problema di contesto: «Attorno ai centri storici il cemento offusca il paesaggio. Pochi i luoghi in cui i paesi spuntano in mezzo a campagne e colline. Però mi sorprende che l'elenco escluda Bardolino considerato uno tra i dieci paesi più amabili d'Italia, Soave, Lazise, Chioggia, Pellestrina o Montagnana, Este, Cittadella, Concordia Sagittaria, Portogruaro e tanti paesi in cui si vive molto bene». La presidente di Italia Nostra prende «La guida alle bandiere arancioni» del Touring Club, che nel 2005 tra i paesi di qualità (culturale ambientale e sociale) citava Arquà, Asolo, Malcesine, Marostica, Mel, Montagnana, Portobuffolè, Soave. «Certo sappiamo rovinare ciò che abbiamo: a Cittadella nel fossato attorno alle mura sorge un bar galleggiante e a Montagnana si continua a costruire e in piazza si sono inventati discese e gradoni». Maria Pia Cunico paesaggista docente allo IUAV di Venezia, rincara la dose: «Nel Veneto l'antico è circondato dal contemporaneo che impedisce di distinguere dove finisce l'uno e comincia l'altro; come nel meraviglioso borgo antico di Noale, attraversato dal corso d'acqua e dal traffico della strada regionale. E' con la ricostruzione del dopoguerra che s'è perso il limite fisico dei luoghi: diversamente da altre regioni qui il territorio pianeggiante e l'elevata presenza umana hanno esagerato la costruzione di case e fabbriche sovrapponendole al disegno di un territorio ben organizzato sul tessuto urbano romano. Non è un caso che Arquà, Molo, Portobuffolè e Borghetto siano isole a se stanti rispetto a cemento e asfalto. Allora perché non aggiungere all'elenco anche Malcesine che sta su un promontorio sul Garda? Tra i bei borghi metterei i paesi della guida del Touring. C'è ancora bisogno del concetto di borgo». Francesco Vallerani geografo ordinario a Ca' Foscari: «Non farei un dramma per le esclusioni, certo stupisce e dispiace, ma questi elenchi non sono mai scientifici. Nel Veneto ci sono tanti bei borghi: basta andare sui monti Lessini o nel Cadore. E poi sui Colli Berici a Brendola, Barbarano, Zovencedo. In ogni caso queste iniziative stimolano il marketing territoriale e la difesa del paesaggio. E' cultura dell'ambiente». Nel Veneto ci sono anche tre Comuni che per l'«Associazione Comuni Virtuosi» rispondono ai requisiti di difesa ambientale, miglioramento della qualità della vita e tutela dei beni comuni: Bosaro (Ro), Ponte nelle Alpi (Bl) e Povegliano Veronese. Borghetto, 200 anime, frazione di Valeggio sul Mincio, nel 2009 è stato il più cliccato su Internet tra i borghi italiani. Lo ricorda il sindaco Angelo Tosoni: «Essere in questo elenco ci ha portato molti turisti di nicchia, i più attenti ai patrimoni di storia, arte e ambiento. Luca Callegaro sindaco di Arquà Petrarca parla di vantaggi immediati: il marchio di borgo più bello d'Italia all'ingresso del paese come biglietto da visita, i «gemellaggi» tra borghi e le iniziative promozionali offerte a fronte dell'investimento annuo di 1.500 euro. «Nel 2010 il Club ci ha portato una delegazione giapponese e il riscontro è stato una pubblicità sulle loro riviste nazionale . «Ottimo valorizzare i borghi, ne abbiamo un centinaio di straordinari dice Marino Finozzi, assessore regionale al Turismo, invero un po' perplesso Oltre ai quattro indicati per il Veneto me ne vengono in mente talmente tanti da non capire perché li abbiano esclusi: Pieve di Cadore, Soave, Montagnana, Peschiera, i centri attorno alle ville venete, Castelfranco, Cittadella, Marostica, Feltre». Poi lancia l'idea: «Creiamo l'associazione dei borghi più belli del Veneto».
Solo quattro i borghi gioiello. Il Veneto ne merita di più
Il Club dei Borghi più belli d'Italia ha pubblicato un elenco di 202 borghi italiani più belli, ma il Veneto ne ha solo quattro. La regione è la prima per flusso turistico con 60 milioni e mezzo di presenze nel 2008, ma il Club ha scovato altre regioni più ricche. L'assessore regionale al Turismo, Marino Finozzi, è perplesso e propone di creare un'associazione dei borghi più belli del Veneto. Paesaggisti e esperti sono perplessi, che il Veneto abbia solo quattro borghi tra i 202 più belli. La presidente di Italia Nostra, Maria Letizia Panajotti, rincara la dose e dice che il problema è il contesto, con cemento che offusca il paesaggio.
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