Progetto della Soprintendenza per Villino Ida. Lassessore: relazione sui dieci scempi I monumenti nel degrado La Regione interviene per il Liberty di Palermo finito nel degrado. Dopo il reportage di "Repubblica" sui dieci monumenti simbolo della Belle époque ridotti a discarica, lassessore regionale ai Beni culturali Sebastiano Missineo chiede alla Soprintendenza di Palermo una relazione dettagliata sullo stato delle dieci perle architettoniche abbandonate. Ma cè di più: Palermo avrà presto un suo museo del Liberty. Se le associazioni cittadine intervenute sullo stato dei monumenti avevano auspicato la restituzione alla città di Villino Ida, ledificio in via Siracusa allangolo di via Principe di Villafranca progettato e costruito da Ernesto Basile come residenza di famiglia, il soprintendente Gaetano Gullo assicura che questo avverrà presto: «Villino Ida al momento è aperto al pubblico solo in parte, il nostro progetto è quello di dislocare gli uffici che vi si trovano, compresi larchivio e la biblioteca, e riunirli tutti allinterno di ununica sede, a Palazzo Ajutamicristo, così si potrà restituire definitivamente il monumento Liberty alla città. Il nostro progetto è quello di allestire allinterno del Villino unesposizione di quadri del primo Novecento in possesso della Soprintendenza, proponendo un itinerario del Liberty e trasformandolo dunque in un museo tematico che ripercorra quel periodo dellinizio del ventesimo secolo che portò Palermo allapice del suo splendore». Villino Ida, dedicato a Ida Negrini, moglie di Basile junior, fu costruito fra il 1903-1904 e parzialmente modificato nel 1912. È considerato una tra le opere più pregevoli del Liberty italiano. Attualmente è sede della Soprintendenza regionale ai monumenti. Una scelta che secondo Nino Vicari, presidente del Forum delle associazioni (Italia Nostra - Fai - Salvare Palermo - Dimore Storiche - Amici dei Musei), altro non avrebbe fatto che trasformarlo in una sorta di "dependance" della Soprintendenza. «Non sono daccordo - ribatte Gullo - Villino Ida non è affatto una nostra dependance, vi è collocata una parte degli uffici della Soprintendenza, gli archivi e la biblioteca. Credo comunque che vada restituita ai cittadini la fruizione in toto del monumento, e stiamo lavorando con questo obiettivo». Ma intanto resta aperta la questione di come intervenire per salvare dalla rovina quei dieci edifici abbandonati. «Su alcuni immobili siamo intervenuti più volte attraverso provvedimenti - spiega Gullo - come nel caso di Villa Alliata di Pietratagliata, perfettamente consapevoli dello stato disastroso in cui si trova, anche a causa del fatto che lultimo proprietario è una società che è andata in fallimento. Ho deciso di sollecitare personalmente il procuratore fallimentare affinché lunedì mattina si possa effettuare una perizia. Sarebbe nostra intenzione valutare lo stato del bene e tutte le problematiche che presenta da un punto di vista tecnico, e cercare di recuperare e bonificare il giardino che consideriamo prezioso quanto limmobile. Per noi - aggiunge il soprintendente - è difficile agire sui beni di proprietà dei privati o del Comune. Per esempio, trovo che la vicenda di Villa Pignatelli sia scandalosa. Dopo i nostri provvedimenti è la magistratura a emettere le ordinanze ed eventualmente a sequestrare il bene. A quel punto possiamo effettuare i sopralluoghi. In altri tempi avevamo più strumenti per intervenire direttamente, anticipando gli interventi di recupero con fondi della Regione e poi rivalendoci sui privati. Ma oggi, non essendoci più questa disponibilità, lunica cosa che rimane in nostro potere è emettere provvedimenti». Quello dei soldi resta il problema più grave. Anche lassessore Missineo sottolinea questo aspetto: «Serve anzitutto un quadro chiaro della situazione - spiega Missineo - e quantificare lentità dei danni, in modo da sapere quale procedura attivare e quali fondi impiegare, nonostante le risorse a disposizione siano piuttosto esigue. Con lultima Finanziaria la nostra dotazione di 21 milioni sarà ridotta del trenta per cento, e con queste risorse dovremo fare tutto, anche pagare gli stipendi, la luce, il telefono. Sarà difficile fare tutela. In altre occasioni, quando la situazione in cui si trovava ledificio era grave e richiedeva un intervento urgente, come nel caso dei crolli di Monreale, si è potuto fare ricorso ai fondi di bilancio. Oggi però il bilancio è ridotto allosso, bisogna attivare altri canali e cercare il denaro altrove, per esempio tra i fondi Ue. Sul Liberty intanto avviamo un dialogo con gli uffici territoriali, il problema ci riguarda da vicino e lunedì stesso vorrei incontrare il Soprintendente e aprire un tavolo di confronto».
SICILIA - La casa di Basile diventerà museo del Liberty
Il progetto di restituzione di Villino Ida a Palermo è in corso. Il progetto prevede la trasformazione del Villino Ida in un museo tematico che ripercorra il periodo del Liberty. Il progetto è stato avviato dalla Soprintendenza per Villino Ida e da lassessore regionale ai Beni culturali Sebastiano Missineo. Il Villino Ida è un edificio del Liberty progettato e costruito da Ernesto Basile come residenza di famiglia. È considerato una delle opere più pregevoli del Liberty italiano. Attualmente è sede della Soprintendenza regionale ai monumenti. Il progetto prevede la dislocazione degli uffici che si trovano nel Villino Ida e la loro riunione in un unico sede, a Palazzo Ajutamicristo.
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