Già 1200 firme raccolte per contrastare laccordo del Comune con palazzinari locali La Lega si schiera col fronte dei no: "A primavera lappoggio alla Giunta è a rischio" No, a mettersi di traverso è la gente "normale": le famiglie, i turisti (italiani e stranieri), i ragazzi, i nonni. Soprattutto i desenzanesi. Che alla spiaggia Feltrinelli - dal nome della famiglia di editori, un tempo e proprio qui facoltosi e apprezzati industriali del legno - hanno imparato a nuotare generazione dopo generazione. Succede che la Feltrinelli, o il Feltrinelli, a seconda che lo si chiami lido o spiaggia, rischia di sparire. Con una garbata operazione urbanistica, garbata si fa per dire, il Comune vorrebbe cancellare centoquarantasette anni di storia e, attraverso uno scambio coi palazzinari locali (fondi per lopera pubblica in cambio di cubature a go-go, cemento in cambio di cemento) seppellire la battigia più vecchia e famosa di Desenzano. Dove? Sotto il nuovo lungolago: una spianata di 7.500 metri quadrati, dal Park Hotel fino al lido Desenzanino e là in mezzo, dove dal 1864 sorgeva il pontile per lattracco dei barconi carichi di legname destinato al deposito Feltrinelli, addio spiaggia. Il progetto è già deliberato, ma la confusione (e la protesta) è enorme. «Sono tutti imbufaliti, la gente non capisce il perché di una decisione così miope e poco rispettosa della storia della città, molti minacciano di non venire più a Desenzano», dice Margherita Torelli, la "Margy", che da quattordici anni gestisce la spiaggetta. Ci sono i pedalò dipinti coi fumetti, le sdraio, i lettini, atmosfera tra lautarchico e il familiare e prezzi più che accessibili. Al mattone come allamor, però, non si comanda: e così quando la giunta guidata dallex dirigente di banca Felice Anelli, una specie di anatra zoppa dopo la clamorosa fuoriuscita della Lega e ormai prossima alla scadenza (si vota a primavera) ha iniziato a pensare a come riqualificare il lungolago (in effetti bisognoso di cure, su questo sono tutti daccordo), è saltata fuori unoccasione di quelle che i comuni tendono a non farsi scappare. I privati sborsano 6 milioni per rifare i 700 metri di passeggiata che asfalterebbero la Feltrinelli (nello scambio rientra anche una nuova scuola in località Grezze). E lamministrazione comunale dà il via libera per tirar su cinquecento nuovi appartamenti in località Tassere, tra San Martino e Rivoltella. In tutto 49mila metri cubi di residenza, e fa niente se a Desenzano ci sono già 1.500 alloggi invenduti. Forse la giunta pensava che la città, 28 mila abitanti che destate diventano il triplo, digerisse loperazione senza troppo agitarsi. Forse un lungolago nuovo di pacca doveva o dovrebbe essere il miglior biglietto da visita da giocarsi alle amministrative di primavera, a prescindere dal fatto che farebbe a pezzi una delle radici dei desenzanesi. Non è andata così. Tra presìdi, grigliate sulla spiaggia, appelli, petizioni, il comitato "Salviamo la spiaggia Feltrinelli" non solo non ha digerito ma ha eretto le barricate. Le 500 firme raccolte e depositate - di fronte alle quali lamministrazione ha annunciato che nel prossimo consiglio comunale si ridiscuterà la famigerata delibera e si riesaminerà il progetto - sono già diventate 1200. «Siamo trasversali e non molleremo finché il Comune non capirà che questo è uno scempio e un insulto alla città». Enzo Fattori, che guida la protesta, è fuori dalla grazia di dio. Non bleffa quando dice che i difensori della spiaggia sono trasversali. A partire da uno dei primi promotori e firmatari, il consigliere leghista Rino Polloni che dopo un anno di governo (il sindaco quattro anni fa è stato sostenuto da Forza Italia, An e Lega) ha lasciato la giunta. «Mi dissocio da questa maggioranza, alla quale faccio presente che leliminazione della spiaggia potrebbe costarle molto cara». La minaccia, o previsione, è squisitamente politica. «Se non cambiano rotta, a primavera lappoggio della Lega se lo scordano». La battaglia per la Feltrinelli è diventata anche questo. Alleanze che si rompono, equilibri che saltano, una maggioranza che si è assottigliata e ora sopravvive a stento (11 consiglieri contro i 10 dellopposizione, basta un influenza e vanno sotto). Per dire: indignato, un altro consigliere del Pdl, Paolo Barzizza, ha salutato i suoi e non ha più messo piede in consiglio comunale. Ricorda Rosa Leso, candidata alle primarie del Pd per il prossimo candidato sindaco: «In questa spiaggia quando ero piccola le famiglie venivano a lavare i panni, poi a fare il bagno ai bambini. E la sera si cenava qui. Oggi ci tocca assistere a questa vergogna. Ecco perché siamo pronti a indire un referendum».