La città che cambia La sede dei Lavri pubblici di Passanti è una tristezza, però testimonia un passato che in sé è un valore e perciò va conservato La sacrestia è provvisoria e si può rimuovere senza troppi problemi I tram? A Firenze li hanno deviati e non è caduto il mondo Larchitetto del Santo Volto plaude alliniziativa per restituire dignità alla zona della cattedrale Larchitetto svizzero Mario Botta è uno dei massimi progettisti di architetture del sacro e degli spazi a queste connessi. Autore nel 2006 della chiesa del Santo Volto sulla Spina Tre, interviene ora sulla futura risistemazione della piazza del Duomo. Architetto Botta, concorda con lappello lanciato dalla Direzione regionale dei beni culturali, e sottoscritto dal sindaco Piero Fassino, a dare maggiore dignità alla piazza occupata dalla cattedrale torinese? «La volontà di migliorare le condizioni di una piazza e lattenzione verso lo spazio collettivo mi sembrano buoni segnali, non posso dunque che approvare unoperazione in quella direzione. La cultura occidentale oggi tende a consumare terreno - basti pensare alle condizioni delle periferie urbane - a scapito della qualità degli spazi pubblici. Ben venga dunque questa iniziativa, che peraltro non conosco nei dettagli tecnici, mi limito dunque a un plauso in linea generale». Due le proposte avanzate dal direttore Mario Turetta e dalla soprintendente Luisa Papotti: rimuovere la sacrestia provvisoria costruita dagli architetti Gabetti e Isola nel 98 per lostensione della Sindone e deviare i mezzi pubblici, che tagliano la piazza a metà. Che cosa ne dice? «Sul primo punto, pur non avendo gli strumenti per giudicare ledificio, penso che dal momento che era provvisorio si possa eliminare in modo indolore. Sul secondo, ricordo la polemica sorta a Firenze nel 2009 sulla pedonalizzazione di piazza del Duomo. Si fece deviare una linea tramviaria, non mi sembra che per questo sia venuto giù il mondo. In quel caso è andata bene, ci fu un atto di modestia, dovuto a opere come Santa Maria del Fiore e il Battistero. Ma ci sono altri aspetti di cui tenere conto in queste operazioni». Ovvero? «Noi amiamo i centri storici delle nostre città, in fondo le aree meno idonee per il tipo di vita che conduciamo, proprio perché, forse istintivamente, senza magari rendercene troppo conto, rincorriamo i valori della memoria e del passato. Centri storici, vorrei aggiungere, che in questo senso ci sono invidiati in tutto il mondo, anche dagli architetti funzionalisti più estremi. La qualità della vita è anche sentire che gli spazi collettivi ci parlano della storia, mi sembra bello allora cercare di valorizzare lo spazio intorno a testimonianze antiche come quelle conservate in una cattedrale. Detto ciò, bisogna vedere poi come intervenire». Lei qualche idea ce lavrebbe? «Ci vuole una sensibilità del tutto particolare, perché in questi casi quello che conta davvero è la misura: non sempre interventi radicali migliorano la situazione. Dovrebbe essere ancora vivo il grande Carlo Scarpa, che con pochi elementi riusciva a correggere anche quegli errori che a volte ci sono e fanno parte della storia. Non si deve azzerare, ma mantenere la stratificazione e fare dialogare tra loro le varie parti, comprese quelle che appartengono a un passato più recente, anchesso da conservare». A questo proposito, uno degli elementi problematici della piazza è proprio il controverso Palazzo dei lavori pubblici di Mario Passanti. Che cosa ne pensa? «È la tristezza legalizzata, modello delledificio amministrativo pubblico, e dico che lItalia meriterebbe edifici pubblici migliori. Ci sono diverse ragioni però per conservarlo, proprio perché la città è fatta di tanti elementi, frutto di un passato che in quanto tale rappresenta un valore, con cui dobbiamo fare i conti. Bisogna insomma riuscire a collegare le varie realtà».
TORINO - "Piazza del Duomo, piano con le ruspe". Botta: giusto migliorare lo spazio pubblico, ma io salvo il Palazzaccio
L'architetto Mario Botta ha espresso il suo plauso per l'iniziativa di migliorare la dignità della piazza del Duomo a Torino, che è stata lanciata dalla Direzione regionale dei beni culturali e dal sindaco Piero Fassino. Le proposte avanzate sono di rimuovere la sacrestia provvisoria costruita nel 1998 e di deviare i mezzi pubblici che tagliano la piazza. Botta ha espresso il suo sostegno all'iniziativa, ma ha anche sottolineato l'importanza di mantenere la stratificazione storica della piazza e di fare dialogare tra loro le varie parti, comprese quelle che appartengono a un passato più recente.
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