«Il postmoderno nasce come reazione al modernismo, alla fede nella coerenza, nella chiarezza e nella missione di migliorare la condizione umana. Il disastro delle due guerre mondiali e le nuove tecnologie hanno aperto la strada al postmoderno. Di cui adesso si annuncia la morte. Ebbene, se è successo, è a causa dellesigenza di trovare un significato profondo nellespressione artistica. Nellidea stessa di postmoderno era implicita lidea di morte: la negazione di ogni spinta progressista, lidea di scherzo e gioco, lequiparazione di diverse forme espressive, e lutilizzazione dei detriti di altre opere sono provocazioni che possono essere anche suggestive, ma mostrano immediatamente la propria debolezza. Per quanto tempo si può sostenere che un tempio romano abbia lo stesso valore di un McDonalds senza essere assaliti da un senso di caducità? Il dato interessante, oggi, è la ricerca di autenticità, di desiderio di sostanza. I tempi cambiano, come successe negli anni 80: Philip Johnson aveva disegnato capolavori del modernismo ma nel 1984 ha realizzato il palazzo dellAT T in stile postmoderno. Non poteva, infatti, continuare a costruire variazioni della sua casa di vetro: allepoca a New York si costruivano solo grattacieli di vetro in stile moderno, che non riuscivano ad essere belli perché quellidea ispiratrice era finita. Il palazzo dellAt T, fu il primo grattacielo tutto di pietra dopo molti anni e il primo di cui la gente discutesse. Anche grazie al tetto che ricordava, in pieno stile postmoderno, un tempio greco o una sedia chippendale. Infine come icona postmoderna citerei Madonna: attinge a modelli opposti in maniera pop, tra sensazionalismo e continui cambiamenti di identità». (Testo raccolto da Antonio Monda)