Due rassegne sul poliedrico artista rinascimentale Disegni e pitture alla Galleria d'arte contemporanea Figura emblematica e densa di suggestioni, unica nel suo genere, Giorgio Vasari compie 500 anni. Si mette in moto inevitabilmente il circuito delle celebrazioni ad Arezzo dove nacque il 30 luglio 1511, e a Firenze dove morì il 27 giugno 1574, quasi a ruota di Cosimo I de' Medici, duca e signore della città, di cui era stato l'uomo di fiducia e l'intellettuale di riferimento. Mentre prosegue (fino al 30 ottobre) la grande mostra agli Uffizi, museo ideale e fabbrica di capolavori oltre che nuovo impianto urbanistico dal Vasari progettato e messo a punto insieme alla ristrutturazione e decorazione di Palazzo Vecchio (il Salone dei Cinquecento, lo Studiolo di Francesco I) si inaugurano ad Arezzo due vivaci esposizioni: "Giorgio Vasari, disegnatore e pittore" a cura di Alessandro Cecchi, fino all'11 dicembre nelle sale della Galleria comunale d'arte contemporanea (catalogo Skira) e "Il Primato dei Toscani nelle Vite del Vasari" a cura di Paola Refice, fino al 9 gennaio nella Basilica inferiore di San Francesco recentemente restaurata (catalogo Edifir). Alla presentazione il consigliere del ministro Galan Franco Miracco è intervenuto sulla vicenda dell'Archivio Vasari riconfermando l'intenzione, da parte del ministero, di salvare le carte e definendo la querelle con gli eredi Festari «una ferita da sanare al più presto». Su questo tema ha parlato anche il sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani, insistendo sull'importanza di «mantenerne la proprietà e la disponibilità ad Arezzo». Eclettico e curioso di tutto quanto ruotasse attorno al fattore arte, Vasari fu pittore, architetto, storiografo, memorialista, saggista, scrittore (le sue Vite pubblicate nel 1550 e poi nel 1568, restano una fonte inesauribile di notizie sulla storia dell'arte italiana), ma anche quello che oggi chiameremmo manager o operatore culturale, oltre che il migliore impresario di se stesso. È un Vasari a volte inedito quello che spunta dai disegni lungo un percorso che attraversa le varie tappe della sua esistenza e mira a ripercorrerne le vicende salienti e l'evoluzione stilistica. Oltre ad alcuni pezzi provenienti da collezioni private si possono ammirare per la prima volta insieme la Fucina di Vulcano degli Uffizi e il Grande studio preparatorio per la caccia d'amore, conservato al Louvre; o la lettera originale scritta nel 1560 da Michelangelo a Cosimo I che esprimeva parere favorevole sui progetti vasariani per Palazzo Vecchio salvo suggerire di alzare di seisette metri il soffitto del Salone dei 500. L'altra mostra certifica il carattere organizzativo e manageriale del Vasari proponendo un sontuoso itinerario di 60 opere, che didatticamente segna l'evoluzionismo estetico dell'artista attraverso una serie di tappe ideali da Cimabue fino a Michelangelo.