Paolo Di Lorenzo Un'altra «Rieti sotto Rieti». Gli scavi archeologici in atto da qualche mese a Campo Reatino stanno riportando alla luce reperti incredibili di una «Reate» che non c'è più. Il sindaco Giuseppe Emili e l'assessore alla Cultura, Gianfranco Formichetti, si sono recati ieri mattina allo scavo archeologico in corso per osservare gli importanti risultati ottenuti dalla campagna di ricerche nel sito e per fare il punto della situazione. «C'è dell'incredibile - osserva il prof. Formichetti - anche se un po' ce lo aspettavamo. La storia, d'altra parte, ci può dire parecchio in questo senso. In questi studi e in questi lavori ci ho sempre creduto. Dobbiamo andare avanti, perchè è un fatto di cultura e in seguito anche di ritorno turistico per il nostro territorio». Gli scavi, iniziati il 18 luglio, con la collaborazione tra l'Università «La Sapienza» di Roma e il Museo civico di Rieti, sotto l'egida della Soprintendenza per i Beni archeologici del Lazio, hanno portato a importanti ritrovamenti, come quelli realizzati pochissimi giorni fa. Sono state rivenute, infatti, nuove tombe di epoca romana, rispetto a quanto già ritrovato nelle scorse settimane. Le ulteriori scoperte sono state definite dai ricercatori impegnati negli scavi di grande rilievo scientifico e aprono la strada a nuove ipotesi e studi. Questi saranno portati avanti anche con il supporto di particolari tecnologie fotografiche e di catalogazione. Nelle prossime settimane, al fine di una maggiore divulgazione dei risultati ottenuti finora a Campo Reatino, sarà organizzata una giornata di studi aperta alle scuole. «Poi ci sarà la seconda fase - ha detto Formichetti - quella di mettere in bella mostra quanto ritrovato. Serve l'impegno di tutti perchè si tratta di iniziative complesse e costose ».