Valter Tamburini Presidente CNA Toscana L'intero settore del restauro, che in Toscana conta 5mila imprese e ben 19mila addetti, rischia di cadere in una grave crisi per la confusione causata dalla disciplina di qualificazione del settore, il Ddl modifica art. 182 Codice dei Beni Culturali. Per questo motivo ho chiesto 1'appoggio e l'intervento della Regione e dei Parlamentari toscani. E' un intervento urgente poiché nel mese di settembre la Conferenza Stato Regioni, in seduta congiunta del Coordinamento Attività e Beni Culturali e del Coordinamento Professioni, sarà chiamata ad esprimere un parere al Ministero sullo schema del disegno di legge di modifica dell'art. 182 del Codice dei Beni Culturali, che dovrebbe normare la fase transitoria della disciplina di qualificazione dei restauratori. Cna non chiede sanatorie, ma il riconoscimento di esperienze e percorsi lavorativi certificati anche da Enti statali quali le Soprintendenze. Documentazione che però, con l'applicazione di tale Ddl, non avrebbe alcun valore per ottenere la qualifica di restauratore. Cna ha elaborato una proposta di modifica che si articola su 3 punti chiave: il riconoscimento della qualifica di restauratore anche per chi ha conseguito titoli eo riesca a dimostrare gli otto annidi esperienza necessari successivamente al 2001; la prova d'idoneità, con valore di esame di stato abilitante, sin da subito ripetibile; un sistema di crediti formativi che regolamenti l'accesso alla nuova qualifica di restauratore e di collaboratore restauratore.
Restauro, migliaia di posti a rischio
Il presidente del CNA Toscana, Valter Tamburini, ha sollevato preoccupazioni sul settore del restauro in Toscana, che rischia di cadere in una grave crisi a causa della confusione causata dalla disciplina di qualificazione del settore. Ha chiesto l'appoggio e l'intervento della Regione e dei Parlamentari toscani per affrontare la situazione. Il Ddl che modifica l'art. 182 del Codice dei Beni Culturali dovrebbe normare la fase transitoria della disciplina di qualificazione dei restauratori, ma il CNA non chiede sanatorie, ma il riconoscimento di esperienze e percorsi lavorativi certificati.
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