Respinta l'azione possessoria della Soprintendenza Una guerra infinita, quella dell'Archivio Vasari. E come tutte le guerre, fatta anche di piccole battaglie, vinte e perse. Questa volta a vincere sono gli eredi Festari che hanno ottenuto dal tribunale di Arezzo per due volte il rigetto del reclamo presentato nell'ottobre del 2010 dalla Soprintendenza che mosse un'azione possessoria verso le preziose carte di Casa Vasari. Richiesta respinta, come dichiara la sentenza depositata il 26 agosto scorso. Un'azione rigettata i12 maggio scorso dal giudice Salcerini e confermata il 7 luglio scorso dai giudici Sestini, Guerrieri e Di Girolamo. Con il risultato, in poche parole, che al Ministero e alla Soprintendenza archivistica sono riconosciuti i diritti di prelazione in caso di vendita, il diritto dovere di tutela con tutti gli interventi conservativi necessari (nel caso in cui gli eredi Festari non vi provvedessero) e di consentirne la consultazione agli studiosi (su domanda motivata), ma non i diritti di gestione nè di detenzione. PERCHÈ TUTTO QUESTO? Bisogna tornare all'ottobre 2010 quando la Società Storica Aretina organizzò una visita guidata a Casa Vasari con visione «eccezionale» delle carte vasariane, tutto col permesso della soprintendente archivistica fiorentina Diana Toccafondi, ma senza quello degli eredi Festari proprietari dell'Archivio, i quali in risposta mandarono i carabinieri. Naturalmente la visita si interruppe bruscamente fra proteste e minacce di azioni legali. Così è stato. La Soprintendenza archivistica della Toscana presentò un ricorso possessorio al Tribunale di Arezzo riferendosi al fatto che il codice dei beni culturale prevede che le carte, benchè vincolate, siano destinate all'uso e al godimento pubblico se non ci sono scopi di lucro e che gli eredi non potevano intervenire con azioni turbative. Ricorso rigettato. Ma siamo alla vigilia dell'apertura dell'anno vasariano. In città arriverà il ministro dei beni culturali Galan. Porterà buone nuove sull'Archivio? «I Festari fa sapere l'avvocato Cosulich stanno ancora aspettando un contatto, si dichiarano disponibili a un incontro anche per far ammirare l'Archivio al ministro. E, nel caso, per affrontare insieme la delicata questione».