Una commissione d'inchiesta per stabilire di chi siano le responsabilità del «disastro» Palacinema. Opera mai nata, che ha portato alla spesa di 37 milioni di euro e all'abbattimento di 110 pini marittimi d'alto fusto per avere in cambio un grande «cratere» pieno di amianto. E' la richiesta che Giuseppe Giulietti, parlamentare veneziano del Gruppo Misto, ha rilanciato ieri pomeriggio al Lido. «Chiederò al ministro Galan che è qui per l'inaugurazione della Mostra del Cinema», ha scandito Giulietti tra gli applausi, «di dire una parola chiara su questa vicenda: devono garantire che il cemento non si farà più e che quest'area sarà rimessa a posto. Fa sorridere sentir dire oggi che nessuno voleva il Palacinema. Quasi quasi mi sono più simpatici quelli che difendono la loro scelta». Per far accendere i riflettori su quello che definiscono «il grande scandalo del Lido» i Comitati dell'isola hanno fatto ieri le cose in grande. Conferenza e documenti distribuiti alla stampa nazionale ed estera calata in forze al Lido per l'apertura della Mostra. Del resto il grande buco, amorevolmente coperto con teli bianchi e qualche transenna, è lì, «non luogo» carico di polemiche, convitato di pietra fianco dei lustrini del Cinema. Doveva essere già stato inaugurato e finanziato con i soldi del 150esimo dell'Unità d'Italia. Dello scandalo si è occupato anche Le Monde, per l'occasione fotocopiato e distribuito dalle associazioni che da anni si battono per bloccare la «cementificazione» dell'isola. «Uno spreco vergognoso, 37 milioni di denaro pubblico spesi per un Palazzo del Cinema che non c'è», attacca il portavoce Salvatore Lihard. Tocca ad Adriano Donaggio, giornalista veneziano ex portavoce della Biennale, ricostruire le fasi che hanno portato proprio la Biennale, nel 1999 (presidenza Croff) a lanciare il concorso internazionale per progettare la nuova struttura. Un «Sasso» che doveva costare 130 milioni di euro e che adesso non si farà più. «In cambio», attacca William Pinarello, di AltroLido, «hanno venduto ai privati l'Ospedale al Mare per farne villette private e centri commerciali, e vogliono costruire a San Nicolò la darsena più grande d'Europa». 500 mila metri quadrati, una superficie grande come l'isola della Giudecca. Mille posti barca e 500 posti auto, più di quanti ce ne sono oggi nel resto dell'isola, edifici, officine, hotel e centri benessere a ridosso dell'area Sic di San Nicolò. «E' quello il vero business», dicono i comitati. Le imprese che stanno progettando Ospedale al Mare e darsena sono le stesse del Mose, i cui cantieri confinano con l'area del porticciolo. Con il soldi dello Stato (43 milioni di euro) il Consorzio Venezia Nuova ha costruito la lunata in mare lunga un chilometro che doveva proteggere dalle maree. «Servirà invece», dicono i comitati, «a proteggere il loro porticciolo. Svendita del patrimonio pubblico che non migliorerà la qualità della vita dei lidensi . Il comitato chiede di proseguire sul progetto alternativo per rilanciare la Mostra (recupero degli edifici esistenti collegati tra loro); la copertura del grande buco e la piantumazione di nuovi alberi; il miglioramento dei luoghi pubblici dell'isola, il potenziamento dei servizi sanitari che erano ospitati nel Monoblocco. E, infine, lo stop ai poteri straordinari del commissario di governo Vincenzo Spaziante, nominato nel 2009 non solo per il PalaCinema ma per tutti gli altri progetti dell'isola. La battaglia continua GALAN: «LA SITUAZIONE ORA È CHIARA» Il ministro dei Beni Culturali Giancarlo Galan ieri al Lido ha fatto il punto sulla situazione del nuovo Palazzo del Cinema e dei Congressi. «La situazione è chiara, a me sembrano definite le cose - ha detto Galan - nel 2007 Francesco Rutelli venne qui con Angelo Balducci e Mauro Della Giovanpaola e dettero il via al progetto, con me e Cacciari "trasognanti"». «Vengono questi signori - ha proseguito il ministro - e dicono che ci fanno il Palazzo del Cinema! Ora da ministro trovo che si gettano via i soldi dei cittadini e non si può proseguire sulla strada intrapresa». Per Galan, «l'importante adesso è come far sì che non sia stato speso invano fin qui il denaro, e non lo sarà: è arrivata una proposta utile per una messa in gara per poter realizzare un'opera che non serva solo al Festival del Cinema, ma all'intero territorio del Lido». «Gli atti sono atti, la proposta è quella di Mossetto (Est Capital) - ha proseguito il ministro - verrà dichiarata o meno di interesse per poter emanare un bando internazionale: non so chi lo vincerà, credo sarà il più bravo e capace di utilizzare quello che è stato fatto fino ad adesso».
Lido, un'inchiesta sul Palacinema. La annuncia il parlamentare Giulietti. I comitati: 37 milioni buttati
Il ministro dei Beni Culturali Giancarlo Galan ha affermato che la situazione del Palazzo del Cinema e dei Congressi è chiara e che non si può proseguire sulla strada intrapresa. Ha detto che il progetto è stato iniziato nel 2007 con Francesco Rutelli, Angelo Balducci e Mauro Della Giovanpaola, ma che ora non si può proseguire a causa di spese eccessive. Galan ha anche annunciato che verrà dichiarata una proposta utile per una messa in gara per realizzare un'opera che non serva solo al Festival del Cinema, ma all'intero territorio del Lido. Il progetto del Palazzo del Cinema è stato criticato per aver speso 37 milioni di euro e aver abbattuto 110 pini marittimi d'alto fusto.
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