La denuncia: «Ci siamo rivolti anche alla Procura, non si riesce nemmeno a conoscere il nome del proprietario» La storia: la battaglia della famiglia Pizzo che lotta da decenni per ottenere l'abbattimento di un rudere «Ma lei vuoi vedere davvero com'è un rudere in pieno centro storico? Allora venga a casa mia». Ma perché lei vive in un rudere? «No, ma tra poco sarà il rudere a entrarmi direttamente in casa». Largo proprio di Avellino, inizio di via Anticaglia, decumano superiore. In fondo alla piazza squadrata dominata da un palazzo fatiscente, c'è un portone. Al secondo piano c'è la bella casa della famiglia Pizzo che affaccia direttamente su un palazzo diroccato: «Ecco, il rudere è quello - dice con amarezza il signor Felice - se allunghiamo la mano dalla finestra quasi lo tocchiamo. Sta lì da sempre, ed è ogni giorno più pericoloso». Quel palazzo, secondo il signor Felice, è stato colpito dalle fortezze volanti durante la seconda guerra mondiale, poi ha subito la spallata del terremoto del 1980: «E ogni giorno c'è uno scricchiolio in più, ogni momento un tremore diverso. Io dico che nel giro di qualche mese viene giù». Fortunatamente non lo dicono gli esperti che di tanto in tanto vengono a controllare lo stabile che si trova proprio nel cuore del centro storico, con un accesso da piazzetta Giganti e uno da vicolo Gerolomini. Dal balcone della famiglia Pizzo si scende, con una lunga scala, verso un piccolo giardino interno: «No, laggiù non potete andare - intima il padrone di casa -. Cioè, se fosse per me sareste i benvenuti, ma una decina di anni fa mi è stata presentata una carta che mi inibisce l'uso di quel luogo perché potrebbe crollarci dentro un pezzo del rudere». Alla convivenza con il rischio del crollo, incredibile ma vero, la famiglia Pizzo ci ha fatto l'abitudine. Quel che proprio non riescono a sopportare è l'aggressione di immondizia e animali: «All'interno del palazzo sventrato, negli anni, è stato svernato di tutto, dalle batterie esauste alle tapparelle ai rifiuti edili ai sacchetti pieni dl pattume. (l'estate la vegetazione ricopre ogni cosa e quel luogo diventa accogliente per gli animali, soprattutto topi e scarafaggi. Sapeste come sono grandi e aggressivi. Da decenni chiediamo una soluzione, almeno una pulizia, abbiamo anche scritto alla Procura ma è tutto difficile. Non si sa più nemmeno chi è il proprietario del palazzo che ci crollerà in testa».