Bagni di Lucca punta sulla riconversione dei suoi gioielli in alberghi e centri benessere con impianti termali Il compratore di Villa Fiori avrà diritto di prelazione sull'acquisto dei complessi immobiliari di Villa Ada e Villa Webb, entro trenta giorni dalla avvenuta gara di evidenza pubblica, se in quel periodo non saranno stati emanati i bandi di vendita per le altre due ville di proprietà comunale. La clausola è inserita nel secondo avviso di asta pubblica per la vendita di Villa Fiori. Per le sue tre ville storiche il Comune confida nella possibilità di una vendita in blocco, e per questo formula una sorta di "sconto": a chi compra la prima villa all'asta, si dà la possibilità di avere la priorità sull'acquisto (diretto) delle altre due in base a un'offerta che formulerà. «Ma se arrivasse un compratore che ci offre di più dell'eventuale acquirente di Villa Fiori - dice il sindaco Giancarlo Donati - è ovvio che le altre ville le venderemo a chi le paga di più». La speranza è che «capiti un imprenditore interessato a investire sul termalismo - continua Donati -. La destinazione d'uso dei tre complessi immobiliari è vincolata alla loro trasformazione in attività ricettive e centri benessere. Al loro interno si possono realizzare strutture termali, e su questo puntiamo». Anche se finora solo informalmente, il sindaco conferma di avere ricevuto interessamenti all'acquisto delle tre ville, «da imprenditori italiani e anche russi». Ma di più non dice. «Siamo fiduciosi di trovare l'acquirente, anche se il momento storico ed economico è brutto. Abbiamo pensato di inserire il diritto di prelazione per invogliare i compratori, vediamo un po' come va. Vero è che occorrono tanti soldi per ristrutturare le ville, ma vorremmo evitare che finisca come per il Grande Albergo: da quando è stato chiuso, negli anni Cinquanta, nessuno l'ha più riaperto. E la struttura è andata in degrado. Ne è caduto un pezzo, poi un altro: oggi non rimane che la facciata o poco più. Nei miei quattro anni di mandato non posso sistemare il disagio di cinquanta. E in più devo far fronte al disagio di un territorio che soffre della crisi generale». E dire, continua Donati, che «Bagni di Lucca ha tutto quello che serve per meritarsi un buon turismo, solo che su questo aspetto nessuno ha mai messo le mani, da cinquant'anni a questa parte. Se il casinò non fosse stato venduto, a metà degli anni Cinquanta, non saremmo arrivati a questo punto. Con i soldi che potremmo ricavare dalla vendita delle tre ville vorremmo realizzare infrastrutture e nuova viabilità per facilitare l'accesso al capoluogo». La seconda asta pubblica per Villa Fiori (la prima, andata deserta, era fissata per il 12 agosto) è programmata per il 19 settembre, con un prezzo base di 2 milioni 25mila euro (il 10 in meno della cifra a base della prima asta, cioè 2 milioni 250mila euro). Le offerte per partecipare all'asta dovranno pervenire all'ufficio protocollo del Comune entro le ore 12 del 17 settembre. Per Villa Ada e Villa Webb, conferma il sindaco che stime sul valore di compravendita non sono ancora state fatte. Si attende il compratore, insomma. Che dovrebbe (o potrebbe) arrivare in tempi brevi: entro trenta giorni dal 19 settembre prossimo se in quella data la vendita di Villa Fiori avverrà. Al momento, conferma ancora Donati, avvisi d'asta per Villa Ada e Villa Webb non sono in preparazione.
BAGNI DI LUCCA. Vendita in blocco delle ville storiche. Chi acquista casa Fiori avrà diritto di prelazione su Ada e Webb
Il Comune di Bagni di Lucca ha pubblicato un secondo avviso di asta pubblica per la vendita di Villa Fiori, con un prezzo base di 2 milioni 25mila euro. Il sindaco Giancarlo Donati ha confermato che il Comune punta sulla riconversione dei suoi gioielli in alberghi e centri benessere con impianti termali. Il compratore di Villa Fiori avrà diritto di prelazione sull'acquisto delle altre due ville di proprietà comunale, Villa Ada e Villa Webb, se non vengono vendute entro trenta giorni dalla gara di evidenza pubblica. Il Comune ha ricevuto interessamenti all'acquisto delle tre ville, da imprenditori italiani e russi, e spera di trovare l'acquirente.
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