A 500 anni dalla nascita Arezzo rende omaggio al suo pittore con una grande mostra alla Galleria Comunale Le "Vite" lo hanno reso celebre ma il suo lavoro creativo è stato sottovalutato: questesposizione gli rende giustizia Emerge seguendo quella lezione prodigiosa e rivoluzionaria di Rosso Fiorentino Dipinti, disegni e testimonianze che sfatano il cliché di cortigiano al servizio dei potenti FIRENZE Il 30 luglio 1511 nasceva a Arezzo Giorgio Vasari destinato a diventare uno dei più celebrati protagonisti della storia dellarte universale. Tuttavia non è così noto e nessuno penserebbe oggi di affiancare il nome del Vasari a quello di Giotto, di Michelangelo, di Raffaello o di Leonardo da Vinci. Eppure, se tutti concordano nel considerare questi artisti ai vertici della fama, questo lo si deve in buona parte proprio a Giorgio Vasari. Oltre che pittore, architetto, "manager" culturale, Vasari fu grande scrittore, memorialista e saggista, primo storico dellarte nellottica ancora adesso vigente. Il suo libro delle Vite dei più eccellenti pittori , scultori e architetti, in due edizioni, 1550 e 1568, è la pietra miliare della storia dellarte italiana. È lui che ha individuato gli artisti maggiori, ha spiegato levoluzione del linguaggio, ha stabilito una volta per tutte i valori essenziali in cui tutti hanno creduto. Ma la storiografia successiva è stata severa con il Vasari artista, accusandolo di accademismo (fu lui a fondare a Firenze nel 1563 lAccademia del Disegno), di superficialità, "manierismo" e cortigianeria essendo stato luomo di fiducia di Cosimo I de Medici, il dittatore che marcò di sé unepoca intera. Si è lodata lincredibile capacità lavorativa del Vasari, la sua abilità estrema di progettista e coordinatore del lavoro di squadre efficaci di operatori. Ma il giudizio sulla sua personalità di creatore ha oscillato tra la lode per le sue innumerevoli competenze e la critica sui risultati conseguiti. Firenze lo ha celebrato adesso con una mostra agli Uffizi e adesso la sua Arezzo (con il concorso di Regione Toscana, Provincia , Comune, Camera di Commercio e Soprintendenza) dedica al maestro, nella galleria Comunale darte Contemporanea, la bella e importante mostra Giorgio Vasari , disegnatore e pittore "Istudio, diligenza et amorevole fatica", curata da uno dei massimi specialisti, Alessandro Cecchi con le eminenti storiche dellarte Liletta Fornasari e Alessandra Baroni (Organizzazione Arezzo Fiere e Congressi con Villaggio Globale International, catalogo Skira). Si vede una selezione di dipinti, disegni e testimonianze che mettono in chiaro il significato autentico dellopera tramite prestiti importanti, sfatando tanti luoghi comuni incrostati alla verità storica, come quello dellartista cortigiano al servizio dei potenti di cui lusinga aspettative e esigenze sempre attento allossequio e alla subordinazione. Qui si comprende bene quanto sia quasi vero il contrario. Si capisce come la giovinezza del maestro fosse stata intralciata da difficoltà continue, come il suo rapporto con Cosimo de Medici fosse tuttaltro che tranquillo e come il potere vasariano restasse sempre precario e minacciato da veti incrociati. Fino allanno 1541 Vasari vive una vicenda travagliata. Solo nel 1532 era riuscito a entrare al servizio del duca Alessandro de Medici purtroppo assassinato nel 1537. Persa una così ragguardevole protezione Vasari si ritira presso il monastero di Camaldoli dove lavora, pur emarginato. Ma fu la sua fortuna perché nel 1540 arriva a Camaldoli il grande banchiere e imprenditore Bindo Altoviti, dotto, intelligente, amante delle arti, vicino alla Curia papale. Era in Casentino incaricato dellacquisto di enormi quantità di legnami per la fabbrica di San Pietro. Vide Vasari, ne comprese limmenso valore e gli commissionò la pala per laltare di famiglia ai SS. Apostoli di Firenze. Vasari eseguì la formidabile Immacolata Concezione divenuta subito celeberrima. La conferma della vittoria arrivò pochi mesi dopo. Pietro Aretino, suo famoso conterraneo, lo invita a Venezia dove, nel teatro della Compagnia dei Sempiterni, si allestiva la sua commedia La Talanta. A Vasari commissionò le scene e fu un trionfo. La mostra racconta il progresso e il progetto artistico vasariano in un mondo che chiedeva alle arti di essere alla base della pubblica utilità, del benessere comune e della educazione e consapevolezza individuale. Vediamo come il Vasari emerga lentamente seguendo la lezione, prodigiosa e rivoluzionaria, di Rosso Fiorentino, come nel Cristo portato al Sepolcro che apre lesposizione o nellappena restaurato dipinto delle Tentazioni di S. Girolamo della Galleria Palatina. Ma intanto è arrivato lAltoviti e arriva il soggiorno veneziano. Nel 1548 Vasari formulerà uno dei suoi capolavori massimi, le Nozze di Ester e Assuero. Non è in mostra ma lo si può vedere a pochi passi di distanza al Museo Statale. È un gigante di due metri e ottanta per oltre sette, dove cè quel senso dellordine modulare, della apparente confusione guidata da un occhio vigile e scrupoloso che lo rese straordinario architetto, accurato "compositore" e sapiente, divertito narratore. La mostra ci accompagna nel suo peregrinare. A Cortona affresca lOratorio dei Gesuiti con lallievo amato Cristofano Gherardi detto il Doceno, qui ricordato dallo stupendo disegno del Melchisedec. Ma il Doceno muore giovanissimo destando tremendo dolore nel Vasari. In Palazzo Vecchio Vasari lavora per Cosimo al Quartiere degli Elementi e a quello di Leone X e appare un altro seguace, Marco Marchetti di cui pure la mostra ci dà documentazione. Intanto Michelangelo Buonarroti approva i progetti vasariani per il Salone dei Cinquecento, opera immane, encomiastica, e la mostra ci fa leggere la lettera scritta in proposito dal Buonarroti e quella del sommo letterato Vincenzo Borghini che elabora i soggetti da rappresentare. Arriva un nuovo, grande collaboratore il fiammingo van der Straet detto Stradano e si vede in mostra un suo mirabile studio. Nel 1564 Vasari esegue il piccolo rame della Fucina di Vulcano, dipinto magnifico e la mostra ce lo fa vedere con la lettera del Borghini che consiglia Vasari sulla impostazione dellopera. Il gigantesco e il microscopico accompagnano tutta la carriera vasariana e la mostra fa sentire tale aspetto con chiarezza.
Il signore della Maniera esce dai luoghi comuni
A 500 anni dalla nascita di Giorgio Vasari, l'artista aretino è stato omaggiato con una grande mostra alla Galleria Comunale di Arezzo. La mostra, curata da Alessandro Cecchi, Liletta Fornasari e Alessandra Baroni, esplora il lavoro di Vasari come pittore, disegnatore e architetto, e mette in chiaro il significato autentico della sua opera. La mostra sfata i luoghi comuni incrostati alla verità storica, come quello dell'artista cortigiano al servizio dei potenti. Vasari fu un grande scrittore e memorialista, e il suo libro "Le Vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti" è considerato la pietra miliare della storia dell'arte italiana.
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