Il giallo di un progetto di Breschi per piazza Dante LIVORNO. "Istanze e persistenza", la mostra in esposizione ai Bottini dell'Olio, si... "tinge" di giallo. Protagoniste dell'evento (che proseguirà fino al 10 settembre, orario 16-20) sono le creazioni di 6 artisti, tutti livornesi e legati tra loro da una profonda amicizia: Fabrizio Breschi, Renato Lacquaniti, Renato Spagnoli, Giovanni Cabras, Enzo Neri, Ferruccio Rosini. L'esposizione, però, ospita anche il modello in scala di una scultura, che cela un aneddoto rivelato dallo stesso autore Fabrizio Breschi. Il plastico rappresenta un'opera da posizionare al centro della rotatoria di piazza Dante, di fronte alla stazione. Niente di strano, se non fosse che il progetto era stato presentato, approvato, e infine abbandonato, nel lontano novembre 1991. «La scultura - racconta Breschi - sarebbe stata di 10 metri di diametro, per un'altezza di 5 metri. Su una piattaforma di base si sarebbe issata una selva di raggi di altezza variabile». L'opera, tra il simbolico e il moderno, era particolarmente adatta per l'arredo urbano di una piazza. «Avevamo da subito pensato alla collocazione nella rotatoria della stazione. Avrebbe dato un'idea di risanamento e di abbellimento del quartiere». Alberto Pivi, direttore del centro "L'agrifoglio", contattò l'allora assessore alla cultura Marco Bertini. L'associazione si sarebbe occupata di tutte le fasi di lavoro: dalla realizzazione alla progettazione, dalla ricerca di finanziamenti alle attività di comunicazione. Sollevando quindi da qualsiasi impegno economico l'amministrazione, che avrebbe dovuto solo dare il proprio consenso. Dopo una prima risposta favorevole, gli addetti all'urbanistica bocciarono il progetto, pare per eventuali problemi di visibilità all'interno della rotatoria. «Ancora oggi c'è molto dispiacere - si rammarica Breschi - spesso si pensa che a Livorno manchino delle iniziative per riqualificare la città. Ma quando ci sono, non sempre vengono prese in considerazione».