Pista ciclabile e niente cemento Le richieste dell'Idv per Talamone Parcheggi che diventano parchi sosta per camper, una progressiva erosione della spiaggia, strutture ricettive, delle quali gli ospiti si lamentano perché non trovano soddisfazione alle loro aspettative, una costa sporca e quasi abbandonata. La denuncia arriva dal circolo di Orbetello dell'Italia dei valori. «Serve un piano turistico partecipato, integrato ed ecosostenibile - dice il capogruppo in Provincia dell'Idv Anna Maria Carbone - perché per Fonteblanda e Talamone si sperava di poter cominciare ad accogliere i turisti offrendo un servizio migliore e maggiore offerta. Lla nuova amministrazione, partita da pochi mesi e con difficoltà oggettive, non ha potuto dare, quest'anno, quelle risposte che i cittadini e gli imprenditori turistici si aspettavano. Sicuramente occorre che da subito ci si organizzi per fornire soluzioni a un territorio che da troppo tempo attende». Fonteblanda e Talamone aspettano il superamento di un degrado ambientale che, per l'Idv, proietta una cattiva immagine ai tanti turisti che frequentano la zona. «Come già da molto tempo avevamo puntualizzato, alla luce dei nuovi indirizzi regionali - dice ancora il capogruppo - è necessaria una pianificazione organica e globale dell'intero territorio, da sviluppare mediante un metodo trasparente e partecipato, aperto ai contributi di più soggetti, la cui regia non può che essere affidata dai cittadini del Comune di Orbetello al proprio Sindaco». In questa prospettiva, per l'Italia dei valori, è indispensabile cogliere l'opportunità del ripensamento del porto di Talamone come un risolutore di problemi e non come un elemento di maggiore ingolfamento e cementificazione. «Per questo l'attenzione va focalizzata anche sulla nautica minore - aggiunge - su costruzioni a bassa cementificazione, su un miglioramento dell'accessibilità e su servizi di qualità, accompagnati da un'integrazione con le strutture e infrastrutture esistenti. Oltre alla riqualificazione ambientale dell'intera area del golfo con un collegamento pedonale e ciclabile tra Fonteblanda e Talamone». Da tempo gli operatori della zona hanno dimostrato la disponibilità ad intervenire proponendo un loro progetto, ma soprattutto rimanendo aperti al dialogo e alla partecipazione con le istituzioni, sia con il Comune che con la Provincia. «Ora i cittadini attendono risposte certe - dice Anna Maria Carbone - perché oltre alla inammissibile mancanza di soluzioni a medio e lungo termine per lo sviluppo turistico e la crescita economica ed occupazionale del nostro territorio, è ormai insopportabile il solo pensiero di crescere un'altra generazione senza l'opportunità di fruire in modo pieno di un ambiente come quello del golfo di Talamone finalmente liberato da ogni degrado e riqualificato e, quindi, di poterne trarre beneficio anche per una migliore qualità della vita».