I soprintendenti: così comè non ha dignità, via i tram e la sacrestia provvisoria Lappello Papotti e Turetta: Comune, Curia e noi insieme per rivalutare lo spazio pubblico "Si faccia come in piazza Castello: una volta era strada e parcheggio, ora è stata resa ai torinesi" MARINA PAGLIERI «Piazza San Giovanni non è una piazza, ma uno spazio di passaggio, un retro di qualcosa daltro. Invece di lamentarci di quello che cè, di dire che il Palazzo dei lavori pubblici è brutto, invito i soggetti coinvolti (il Comune, la Curia e noi dei beni culturali) a creare un tavolo per restituire la piazza del Duomo alla città. Occorre creare una relazione tra gli edifici esistenti, rivalutando lo spazio pubblico. Voglio lanciare una sfida, "Save piazza San Giovanni"». La soprintendente ai beni architettonici Luisa Papotti è convinta che piazza San Giovanni vada ripensata: anche perché costituirà lingresso al Polo Reale. Attraverso il cancello accanto al Teatro romano si accede infatti al Museo di Antichità, mentre in un prossimo futuro di lì si approderà alla Galleria Sabauda. «Il Palazzaccio cè, occorre farsene una ragione. Ha una sua dignità, anche se non è certo lideale come edificio di fronte al duomo: diciamo che appartiene a un periodo non troppo felice della nostra architettura. Daltronde non esistono solo spazi come piazza San Carlo o la parigina place des Vosges, con una loro coerenza architettonica. Il problema vero è che in genere la piazza della cattedrale è importante in una città, per Torino non è così. Invito tutti i responsabili a riflettere e a incontrasi, per trovare delle soluzioni» continua lagguerrita soprintendente. Che qualche idea già ce lha: «Penso soprattutto ai mezzi pubblici, che potrebbero senza troppi danni essere deviati su piazza Castello e quindi sui Giardini Reali. Questo duomo non ha un sagrato, esci dalla chiesa e ti passa davanti a piena velocità un tram. Lo stesso vale per larea archeologica, il cui ingresso dista pochi metri dalla fermata dellautobus». Qualche precedente illustre, ricorda Papotti, già cè: «Un tempo non troppo lontano in piazza Castello le auto passavano a piena velocità intorno a Palazzo Madama o venivano parcheggiate in piazzetta Reale. Poi, anche per la lungimiranza di alcuni soprintendenti, mi riferisco in particolare a Lino Malara, si sono recuperati quegli spazi alluso pubblico: ora la piazza è unaltra, credo che si possa realizzare a qualcosa di analogo anche per questa del duomo». Cè ancora un punto, che sta molto a cuore anche al direttore regionale Mario Turetta: la presenza di fianco al duomo della nuova sacrestia progettata nel 97 dagli architetti Gabetti e Isola, allindomani del rogo della Cappella della Sindone, che aveva reso inservibile quella antica. Fu costruita per lostensione del 98 e per la visita fatta dal papa in quelloccasione: «La costruzione doveva essere provvisoria, invece è ancora lì - continua Papotti - Ostruisce tra laltro la vista del torrione Ormea, che riproduce le stesse decorazioni di Palazzo Reale e costituisce una sorta di cerniera tra quelledificio e il duomo. Occorre parlarne con il Vescovo Nosiglia e con gli uffici della Curia, credo che possa interessare anche a loro dare maggiore dignità alla piazza e valorizzare lo spazio intorno alla cattedrale».