Di questi tempi le risorse economiche scarseggiano, non solo pubbliche ma anche quelle private: bisogna sfruttarle per ottenere il massimo di benefici con il minimo di spesa. Un criterio evidentemente non seguito per i rifacimenti di piazza San Silvestro e dell'area dell'Ara Pacis. Due interventi dei quali non si vede l'urgenza né la necessità. A rimettere in ordine piazza San Silvestro è stato chiamato in questi giorni Paolo Portoghesi. Chissà se ci riuscirà. Chissà in quale misura sarà tenuto ad accogliere proposte avanzate da cittadini. Certo avrà a che fare con un'amministrazione che in questo caso si è dimostrata pronta a disfare prima di aver definito seriamente come rifare. Quanto all'Ara Pacis, per questa volta sono d'accordo con Franco Purini: lasciamo le cose come stanno. Non demoliamo il muro, che è l'elemento essenziale dell'architettura del nuovo museo, anche se il progettista Richard Meier, per stanchezza o rinuncia dopo un confronto defatigante, ha acconsentito a buttarlo giù. Non è da credere che gli automobilisti, passando veloci in quel tratto di lungotevere, siano interessati alla vista delle chiese che affacciano su via di Ripetta. Possono invece guardarle con calma passanti e visitatori del museo, proprio perché, sostando sulla scalinata o presso la fontana, c'è quel muro a isolarli dalla rumorosa corsa dei veicoli. La costruzione in quel posto di un sottopassaggio e di un parcheggio provocherebbe di sicuro pesanti difficoltà nel traffico urbano. Per quanto tempo? Si annunciano scadenze brevi, ma c'è il rischio probabile di sospensione dei lavori, com'è successo, anche per motivi diversi, nel vicino cantiere attorno al mausoleo di Augusto. C'è pure il rischio che poi il parcheggio non venga completamente utilizzato, com'è accaduto in quello sotto il galoppatoio a Villa Borghese. Forse l'imprenditore che ha vinto la gara resterebbe il solo a ricavarne un buon vantaggio.