Caro ministro, caro sindaco. L'auspicato incontro tra il ministro per i Beni Culturali Giuliano Urbani e il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, è stato realizzato ieri nell'ospitale sede dell'Istituto Spadolini, dove poco prima sono stati tributati commossi omaggi al «professore», fondatore appunto del ministero sul quale pesano grandi responsabilità nella vita culturale e politica italiana. Al termine dei colloqui, dedicati in gran parte all'urgenza dei problemi della Galleria degli Uffìzi, è stato comunicato il raggiungimento di un accordo significativo. Il progetto esecutivo per tutti gli interventi architettonici e tecnologici dell'edificio vasariano sarà redatto nell'arco di cinque mesi, sotto la responsabilità del ministero e dell'amministrazione comunale, rappresentati in maniera effettiva il primo dal direttore generale Roberto Cecchi, il secondo dagli assessori all'Urbanistica, Gianni Biagi, e alla Cultura, Sìmone Siliani. L'impegno su tempi e persone è, in questo caso, doppiamente vincolante. Quello che mancava finora alla mole di disegni e calcoli fatti in varie sedi per gli uffici, era appunto la riunione degli elaborati in un solo fascicolo. Mancando il coordinamento esecutivo si rischia la perdita dello stanziamento per i lavori, già fatta nella misura di 34 milioni di euro. E dunque il sindaco, temendo un fermo disastroso, aveva rivolto un vibrante appello a Urbani, per un intervento decisivo. Gli impegni adesso sono presi, e coinvolgono anche la realizzazione della nuova uscita posteriore degli uffici, progettata dal giapponese Arata Isozaki, vincitore del concorso internazionale. Uscita che però probabilmente verrà modificata, anche perché alcuni resti archeologici consigliano dei mutamenti al progetto. I lavori dovrebbero partire entro l'anno. Per facilitare la costituzione di un gruppo di lavoro in grado di portare a termine presto gli esecutivi, la società del gruppo Benetton che al momento sta realizzando imponenti lavori su un lato della piazza retrostante il museo, si è dichiarata disposta a fornire sostanziosi contributi, mentre il ministero s'impegna a garantire le risorse necessarie ai lavori. La questione degli Uffizi interessa le cronache internazionali da anni, perché appare impressionante, e in certi casi ridicolo, il rimpallo di responsabilità degli uffici, delle commissioni e delle soprintendenze che non hanno potuto arrivare a quei progetti definitivi e ai conseguenti appalti, che avrebbero ben potuto consegnare al mondo gli Uffizi rinnovati. Adesso ministro e sindaco hanno preso l'impegno di fare presto e bene. Nell'occasione hanno concordato anche di costituire un gruppo di lavoro per verificare le modalità di costituzione di una fondazione partecipata da governo, comune, Regione, e altri soggetti per la gestione della Galleria sul modello di quanto già realizzato per il Museo egizio di Torino e per il Museo delle navi romane a Pisa.
Accordo sui nuovi Uffizi, lavori al via entro l'anno
Il ministro per i Beni Culturali Giuliano Urbani e il sindaco di Firenze Leonardo Domenici hanno raggiunto un accordo significativo per gli interventi architettonici e tecnologici della Galleria degli Uffizi. Il progetto esecutivo sarà redatto entro cinque mesi, con la responsabilità del ministero e dell'amministrazione comunale. Il sindaco aveva temuto un disastro se non si fosse raggiunto un accordo, ma ora gli impegni sono presi e coinvolgono anche la realizzazione di una nuova uscita posteriore degli uffici progettata dal giapponese Arata Isozaki. I lavori dovrebbero partire entro l'anno.
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