I progetti. A settembre i bandi per la gestione dei beni archeologici. Il sito trapanese diventa patrimonio Unesco? LA SICILIA Venerdì 26 Agosto 2011 Castelvetrano. Il tempio «G» del parco archeologico di SELINUNTE, il più esteso dell'antichità con i suoi oltre 6mila metri quadrati di superficie, benché non fosse del tutto ultimato quando nel 409 a.C. Annibale distrusse la colonia greca, potrebbe essere ricostruito. La notizia è stata data ieri pomeriggio dal presidente della Regione, Raffaele Lombardo, dal sito archeologico dove è andato in visita istituzionale accolto dalla direttrice Caterina Greco. «Non so se sarà possibile ricostruire il tempio "G" - ha detto Lombardo -. L'idea è affascinante. Il progetto predisposto dal prof. Valerio Massimo Manfredi, consulente della Provincia regionale di Trapani, registra la nostra attenzione. Oggi sono qui a testimonianza dell'interesse che la Regione ha verso questo e gli altri beni archeologici ai quali vorrei dedicare più tempo. Sono dispiaciuto di avere scoperto le Cave di Cusa 3 settimane fa e le teste imperiali di Pantelleria al meeting di Rimini. Comunico che nelle prossime settimane riaprirà la villa del Casale, a Piazza Armerina, e puntiamo a realizzare un biglietto unico con il museo di Morgantina per consentire contestualmente la visita alla Venere». Il governatore Lombardo ha aggiunto che entro la prima metà di settembre saranno pronti i bandi con cui sarà aggiudicata la gestione dei beni archeologici siciliani. Per la valorizzazione del sito selinuntino, il più vasto d'Europa e attualmente pieno di sterpaglie che in molti casi coprono le millenarie «pietre» dei templi, qualche mese fa la Regione ha finanziato, con 8 milioni e mezzo di euro, progetti che sono in itinere. «Circa il progetto di ricostruzione del tempio "G" - ha detto Valerio Massimo Manfredi - è stato fatto uno studio accurato, costato 50mila euro e sponsorizzato da privati. Si sta predisponendo un plastico tridimensionale in legno che sarà presentato qui durante un convegno internazionale previsto dal 21 al 23 ottobre prossimi. Inoltre è stata avviata la procedura per includere questo sito tra quelli patrimonio Unesco». L'idea della ricostruzione del tempio «G», riconoscibile per la colonna che nel 1892 fu sistemata sulle rovine e che è nota come «fusu di la vecchia», non è nuova. Fu lanciata oltre 10 anni fa dall'amministrazione comunale di Castelvetrano che fece predisporre un progetto per la sua ricostruzione virtuale che non ha mai visto la luce. «In linea di principio - ha concluso il sovrintendente di Trapani, Sebastiano Tusa - sono d'accordo con l'opera di ricostruzione del tempio "G". Si tratta di una operazione delicata e per questo ho istituito una limitata ma qualificata commissione tecnica che dovrà valutarne tutte le fasi progettuali». Nella sua visita al parco archeologico di SELINUNTE prima e alle Cave di Cusa a Campobello di Mazara dopo, Lombardo è stato accompagnato da diversi politici locali e provinciali e dal presidente della Provincia di Trapani, Girolamo Turano.