Proposta del sindaco Zambuto sulla scia dell'affidamento del Colosseo alle cure dell'imprenditore Diego Della Valle Il piano. «Il nostro patrimonio rappresenta un brand da utilizzare e da esportare» dario broccio Agrigento.Il marchio della Valle dei Templi potrebbe essere ceduto ai privati per un determinato periodo di tempo in cambio di pubblicità e di sostanziosi investimenti nel territorio agrigentino. E' l'ultima idea del sindaco Marco Zambuto, che si è detto intenzionato a portare avanti una serie di progetti finalizzati a valorizzare e sfruttare l'immagine della Valle, così come avvenuto a Roma per il Colosseo, che il sindaco Gianni Alemanno ha affidato alle cure dell'imprenditore Diego Della Valle, e come sta avvenendo a Venezia dove la Maison Luis Vuitton ha finanziato il restauro di importanti monumenti e opere d'arte. «La Valle dei Templi è un simbolo internazionale - spiega il primo cittadino di Agrigento - che potremmo affidare ai grandi marchi e alle multinazionali in cambio di finanziamenti al Comune e al territorio a fini commerciali: per esempio, mettendo all'asta presso una grande casa come Sotheby's la possibilità di gestire per eventi e iniziative i templi e i santuari della Valle, come il tempio della Concordia, quello di Ercole o quello di Castore e Polluce. Gli investitori potrebbero sponsorizzare la ristrutturazione e la manutenzione, oppure utilizzare il marchio della Valle dei Templi per firmare le linee dei loro prodotti d'eccellenza da lanciare sul mercato. A mio avviso si tratta di un'idea da perseguire per valorizzare il nostro prestigioso sito archeologico e per garantire al territorio agrigentino un importante ritorno economico. In questo modo sarà finalmente possibile raccogliere le risorse necessarie da investire nel turismo, nella conservazione e valorizzazione della Valle. Penso ad aziende come Luis Vuitton o Versace - continua Zambuto - che potrebbero sostenere, per esempio, la riedificazione del tempio di Giove, il più grande della Valle, utilizzato come cava per la costruzione del porto di Porto Empedocle e per il quale stiamo raccogliendo i fondi e attivato un programma di ricostruzione». Zambuto ha rivelato questo innovativo progetto durante un suo intervento a «KlausCondicio», il programma tv di Klaus Davi in onda su YouTube. «La Valle dei Templi - continua il sindaco - rappresenta per Agrigento e per tutta la Sicilia un brand da esportare. Ha una storia millenaria, è una delle rarissime testimonianze storiche della Magna Grecia ed è patrimonio mondiale dell'Unesco. Dobbiamo assolutamente valorizzare e sfruttare la sua immagine. A tal riguardo ben venga anche un investitore straniero. Oggi con la globalizzazione dei mercati e dell'informazione è necessario superare qualunque tipo di confine e affidarci ad ogni possibile mezzo per valorizzare al meglio le nostre risorse che sono, per quanto riguarda la Valle dei Templi, di spessore internazionale». Questa è l'idea che tuttavia appare particolarmente complicata da realizzare dal punto di vista giuridico. «E' assolutamente vero - conclude Zambuto -: il Comune, la Regione e l'Ente Parco archeologico Valle dei Templi dovrebbero sedersi intorno a un tavolo e trovare una soluzione tecnico-giuridica che soddisfi tutti, ma soprattutto che tenga conto degli enormi benefici che un'operazione simile potrebbe portare al territorio agrigentino che in questo momento non figura certo tra i più ricchi, pur disponendo di potenzialità monumentali, paesaggistiche e naturalistiche immense». 31082011
Agrigento. Valle dei Templi, marchio da affidare a privati
Il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, ha proposto di affidare la gestione della Valle dei Templi a un grande marchio o multinazionale in cambio di finanziamenti e pubblicità. L'idea è stata avanzata dopo l'affidamento del Colosseo a Diego Della Valle e di Venezia a Luis Vuitton. Zambuto sostiene che la Valle dei Templi è un simbolo internazionale che potrebbe essere valorizzato e sfruttato con l'aiuto di grandi marchi. Il sindaco ha menzionato aziende come Luis Vuitton e Versace come potenziali partner.
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