Il progetto da 15 milioni sembra svanire: niente soldi in bilancio Fino a poco più di due mesi fa era uno dei progetti-bandiera dell'amministrazione Bonifazi, ma adesso la bandiera sembra in procinto di essere ammainata. Quello che è certo è che il centro nazionale di documentazione degli etruschi, il progetto faraonico da 15 milioni di euro, il cuore pulsante del Piuss del Comune di Grosseto, resta relegato nel libro dei sogni del piano triennale delle opere pubbliche 2011-2013 e nessuno sa dire se potrà mai uscirne. La notizia era nell'aria, ma la conferma è arrivata ieri, nel corso della conferenza stampa dei gruppi consiliari dell'opposizione di centrodestra - Pdl, Buongoverno e Lista Lolini - che hanno raccontato quello che l'assessore ai lavori pubblici Giuseppe Monaci ha riferito alla II e alla IV commissione, riunite lunedì per esaminare il bilancio di previsione 2011 e il piano triennale delle opere pubbliche. Monaci non avrebbe fatto mistero delle proprie perplessità sul progetto e dell'intenzione dell'amministrazione di avviare una fase di riflessione che lascia pensare che si sia avviati verso una rinuncia definitiva per un progetto particolarmente caro al sindaco Bonifazi, tanto che il progettista, l'architetto Chigiotti, è stato anche presidente del suo comitato elettorale. In giunta, però, il centro nazionale di documentazione degli etruschi non sembra avere troppi sponsor e pare che più di un assessore sia pronto fare quadrato per convincere il sindaco a desistere. Intanto la riflessione è aperta e lo dimostra anche il fatto che la fonte di finanziamento dell'opera - 15 milioni di euro per il 60 per cento provenienti dalla Regione e per il 40 per cento dal Comune - per la parte di stanziamento di competenza dell'ente locale - più di 6 milioni sui 15 totali - si prevede ancora di utilizzare i proventi di dismissioni e non, come qualcuno sembrava volere, stanziamenti propri di bilancio dell'ente o mutui. La differenza è di non poco conto, perché chi frequenta bilanci comunali e piani delle opere pubbliche sa bene che legare l'opera alla vendita di patrimonio - e in questo caso si tratterebbe, tra l'altro, di parte dell'area dell'ex Foro Boario la cui asta è andata più volte deserta - significa che l'opera si farà solo se i beni messi in vendita saranno effettivamente venduti. Di certezza, dunque, neanche l'ombra, così, come, a questo punto, non c'è alcuna certezza su quale fine faranno tutte le opere collegate al centro di documentazione degli etruschi, a partire dalla ciclabile che dovrebbe condurre fino agli scavi archeologici, e che è in parte già in fase di realizzazione, ma c'è anche, in ballo, un nuovo centro informazioni nel sito archeologico di Roselle e, a Grosseto, un dormitorio per i senza tetto, che avrebbe dovuto realizzare la diocesi. L'opposizione, intanto, gongola. Comunque vada la critica alla giunta è assicurata: se andrà avanti a testa bassa per la realizzazione del progetto ci saranno critiche per tutti quei soldi spesi in un'opera da subito contestata dal centrodestra; se, invece, rinuncerà, Bonifazi sarà accusato di non essere capace di mantenere le promesse elettorali.