L'idea del primo cittadino di Agrigento di registrare il logo del sito archeologico e metterlo all'asta per fare cassa Non penso a un'azienda di lingerie ma non ci vedrei nulla di male a vederlo in una sfilata d'alta moda AGRIGENTO Non si scandalizzerebbe affatto nel vedere in vetrina una linea di abbigliamento o una collezione di borse con un marchio che è anche il simbolo della sua città. Vendere il nome della «Valle dei Templi» per fare cassa, mettere all'asta lo sfruttamento commerciale di «un brand unico al mondo». E' la singolare proposta del sindaco di Agrigento Marco Zambuto che come i suoi colleghi di tutta Italia deve fare i conti con patti di stabilità e tagli ai trasferimenti. «Ormai non riusciamo a garantire nemmeno i servizi essenziali attacca figurarsi se abbiamo risorse per la promozione turistica o la tutela del patrimonio archeologico e certamente non possiamo immaginare odiose tasse di soggiorno». Così ha cominciato a lavorar di fantasia per mettere a frutto il bene più prezioso della sua città, il secondo sito archeologico più visitato in Italia dopo Pompei. La proposta l'ha lanciata in un'intervista con Klaus Davi e non è una provocazione. «Tutt'altro rilancia il brand "Valle dei Templi" è una straordinaria opportunità che ci permetterebbe un introito economico da reinvestire nello stesso sito archeologico». Operativamente immagina una vera e propria asta pubblica («D'intesa con la Regione Sicilia») per vendere il logo dopo averlo registrato. «Si potrebbe ricorrere alla casa d'aste Sotheby's spiega dando alle aziende la possibilità di utilizzarlo per periodi limitati. Chiaramente anche sullo sfruttamento commerciale dovrebbero esserci dei paletti. Non lo andremmo certo a vendere a un'azienda di lingerie ma non ci vedrei nulla di male a vederlo in una sfilata d'alta moda». Zambuto punta sui privati. «Si potrebbe mettere all'asta anche la possibilità di gestire i templi per determinati eventi» oltre alla collaborazione per la salvaguardia del patrimonio archeologico. «Gli investitori spiega potrebbero sponsorizzarne la manutenzione. Penso ad aziende come Louis Vuitton o Versace, che potrebbero sostenere, per esempio, la riedificazione del tempio di Giove». Un po' sull'esempio del Colosseo. «Insomma si infiamma la Valle dei Templi è una delle rarissime testimonianze della Magna Grecia ed è patrimonio dell'Unesco ma pone enormi problemi di gestione. Dobbiamo valorizzarla e sfruttarne al meglio l'immagine così com'è avvenuto a Roma per il Colosseo, che Alemanno ha affidato alle cure dell'imprenditore Della Valle». La proposta di Zambuto solleverà perplessità ma in prima battuta non dispiace all'ex direttore del parco archeologico della Valle dei Templi Pietro Meli che oggi è sovrintendente ai beni culturali di Agrigento. «E perché no rilancia . Il brand ha sicuramente un grandissimo valore e non ci vedo nulla di male che si possa utilizzare commercialmente per ricavarne risorse da impiegare nella valorizzazione e salvaguardia dello stesso patrimonio archeologico».
Agrigento. Il sindaco che vuole vendere il marchio della Valle dei Templi
Il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, ha proposto di registrare il logo del sito archeologico della Valle dei Templi e metterlo all'asta per fare cassa. La proposta è stata lanciata in un'intervista con Klaus Davi. Zambuto sostiene che la Valle dei Templi è un bene prezioso e che la sua valorizzazione potrebbe portare a un introito economico da reinvestire nello stesso sito archeologico. La proposta prevede di mettere all'asta il logo del sito archeologico e la possibilità di gestire i templi per determinati eventi. Gli investitori potrebbero sponsorizzare la manutenzione del sito.
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