I reperti sono al sicuro, saranno riordinati da esperti, il museo archeologico aprirà entro la fine del 2005. Parola del presidente della Provincia. Ciglia aggrottate, frase in dolceamaro: «La mia porta è sempre aperta, non capisco perché questo gruppo di intellettuali si sia rivolto a me attraverso i giornali e non lo abbia fatto direttamente». Vincenzo Divella è uomo impermeabile alle polemiche. Ma la faccenda del Museo archeologico provinciale (i furti e la questione dei reperti e la ristrutturazione del monastero di Santa Scolastica a Bari Vecchia) è una ferita ancora aperta anche per il presidente della Provincia. Ieri alle due del pomeriggio ha convocato dirigenti e funzionari. Alla fine una scaletta di cose da fare. Alla «Consulta degli intellettuali» che gli ha rivolto un appello, dice: «Subito dopo le festività attiverò un tavolo di confronto». Sulla questione sicurezza dei 30mila reperti dopo il furto, annuncia: «L'Ufficio tecnico della Provincia ha attivato oltre al già esistente sistema di allarme anche un servizio di guardiania 24 ore su 24. Abbiamo anche pensato ad un piano di riordino e manutenzione dei materiali archeologici e di archivio. Qualche giorno fa è stato emesso un provvedimento per una gara che ha per oggetto proprio la "fornitura di un servizio di riordino, di ricognizione inventariale e restauro dei reperti" e, una volta espletata la gara, avremo a disposizione un'equipe di archeologi, addetti alla movimentazione e restauratori che avranno il compito di riordinare tutto il materiale attualmente presente nel deposito». E poi il Museo che sarà. Divella anticipa: «Pensiamo a un modello di museo non statico e sempre uguale, ma concepito hi a-ree destinate in parte a mostre permanenti, in parte ad esposizioni tematiche che saranno rinnovate ciclicamente». I soldi? Ci sono. Almeno sulla carta: 4 milioni e mezzo di euro. 2 milioni e mezzo di euro sono nel piano triennale delle opere pubbliche della Provincia. Altri 2 milioni di euro rivengono dall'accordo quadro Regione Puglia-ministero Beni culturali. Di questi 2 milioni, l00mila euro serviranno per il progetto di fattibilità e un milione e 900 mila per lavori di adeguamento. L'impegno è quello di rispettare la scandenza di fine 2005 come data di apertura del museo.