Ha sfidato la politica per far fare bella figura VENEZIA LIDO. La Mostra «col buco», per dirla col sibillino direttore Marco Müller, è ancora tutto un cantiere. Come sempre alla vigilia. Un alto muro rosso di legno nasconde ai festivalieri l'enorme voragine, ricolma d'amianto, sulla quale sarebbe dovuta nascere il nuovo, multimediale, Palazzo del cinema. Tutto rinviato al 2013, forse anche più in là. Ma non sorprende il ritardo. Che alla fine qualcosa di buono, insieme ai milioni d'euro andati dispersi nello scavo, ha prodotto: il restauro della storica Sala Grande del vecchio Palazzo. Il presidente della Biennale, Paolo Baratta, ha agito da solo, pestando qualche sensibilità romana, e tuttavia alla fine ha avuto ragione. Non che i lavori siano costati poco, si parla di 3 milioni e 800 mila euro, però il salotto ufficiale della Mostra, recuperato all'antica bellezza anni '30 in un contesto tecnologico avanzato, è pronto ad accogliere i film della 68a edizione. Il ministro ai Beni culturali, Giancarlo Galan, non potrà che apprezzare.
Venezia, Lido. Quella sala restaurata è il gran colpo di Baratta
Ha sfidato la politica per far fare bella figura VENEZIA LIDO. La Mostra col buco, per dirla col sibillino direttore Marco Müller, è ancora tutto un cantiere. Come sempre alla vigilia. Un alto muro rosso di legno nasconde ai festivalieri l'enorme voragine, ricolma d'amianto, sulla quale sarebbe dovuta nascere il nuovo, multimediale, Palazzo del cinema. Tutto rinviato al 2013, forse anche più in là. Ma non sorprende il ritardo. Che alla fine qualcosa di buono, insieme ai milioni d'euro andati dispersi nello scavo, ha prodotto: il restauro della storica Sala Grande del vecchio Palazzo. Il presidente della Biennale, Paolo Baratta, ha agito da solo, pestando qualche sensibilità romana, e tuttavia alla fine ha avuto ragione. Non che i lavori siano costati poco, si parla di 3 milioni e 800 mila euro, però il salotto ufficiale della Mostra, recuperato all'antica bellezza anni '30 in un contesto tecnologico avanzato, è pronto ad accogliere i film della 68a edizione. Il ministro ai Beni culturali, Giancarlo Galan, non potrà che apprezzare.
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