CANTIERI. Autorizzazione chiesta alla Soprintendenza Beni Ambientali 30082011 Verona. Scavi coperti e operai a riposo nel cantiere che circonda l'Arco dei Gavi. E non si tratta solo della pausa estiva, che a cavallo del ferragosto ha imposto una sosta. A tener fermi badili e picconi sono anche due piante, e l'attesa dell'autorizzazione necessaria a spostarle che, chiesta più di un mese fa, deve arrivare dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali. «I due grandi alberi limitrofi agli scavi archeologici ostruiscono la completa visibilità del ritrovamento», spiega l'assessore ai lavori pubblici Vittorio Di Dio. «Per rilevare la reale ampiezza del mosaico affiorato durante i lavori e capirne le dimensioni reali, è necessario spostare le due piante di qualche metro. Non ci dovrebbero essere problemi e mi auguro che i lavori possano procedere senza problemi al più presto». A metà luglio la soprintendente ai beni archeologici Giuliana Cavalieri Manasse, recatasi in sopralluogo nel cantiere a due passi da corso Cavour per la realizzazione di un fossato di due metri e mezzo di profondità destinato a proteggere l'Arco dei Gavi da writers e vandali, aveva ipotizzato la presenza di una domus patrizia sotto il monumento. Elemento che comprova la tesi di un'abitazione di epoca romana è proprio il brandello di mosaico di cui ora si attende di capire la grandezza. «A seconda dell'importanza del ritrovamento e della sua estensione, anche il progetto per il fossato potrebbe subire delle modifiche», spiega ancora Di Dio. «Il fossato verrà portato a termine in un modo o nell'altro, ma resta da capire come valorizzare i reperti, magari coprendoli con delle lastre di vetro che li rendano visionabili anche da passanti e turisti».C. Bazz.