Regione Previste agevolazioni nell'iter burocratico Spazio ai materiali ecocompatibili e a quelli in disuso Aldo Ciaramella Più premialità per chi utilizza materiali ecompatibili, con un aumento di cubatura di circa di 10, elementi da costruzione tradizionali come le pietre ed altri materiali in disuso, meno poteri a Comuni ai quali si sostituiscono altrettanti scelte e decisioni regionali e nazionali, scioglimento dei Comitati di sorveglianza sugli atti, variazioni d'uso senza troppe restrizioni, snellimento delle procedure, insomma, soprattutto più liberalizzazione rispetto al passato. Sono alcune delle modifiche apportate alla legge regionale del Piano casa del 2009 n.11 che dovrebbero ridare più fiducia ai cittadini e riportare ossigeno all'economia di settore. La vecchia normativa è stata poco utilizzata e ha procurato scarsissimo impatto alla riqualificazione urbanistica sul territorio regionale. Nei due anni in cui avrebbe potuto realizzarsi con maggiori risultati è rimasta, invece, al palo senza dare quelle risposte che ci si attendeva. Un po' per una crisi finanziaria fortissima che ha contratto ogni slancio economico, un po' perché i Comuni non hanno dato quella spinta giusta al Piano che avrebbe potuto intervenire soprattutto laddove mancano i Piani regolatori o quest'ultimi sono vecchi e difficilmente applicabili. Nella nuovo testo di legge prorogato al 2013 ed allineato nella sostanza sulle indicazioni del Decreto sviluppo emanato dal Governo nel luglio scorso il Molise ci crede : «Con molta soddisfazione salutiamo la nuova legge da cui ci aspettiamo molto - dichiara il consigliere Adelmo Berardo relatore della legge -. Il Molise insieme ad Umbria e Marche è una delle prime Regioni ad aver recepito in questa direzione il "Decreto sviluppo" del Governo. Ci attendiamo, perciò, una ripresa economica del settore e quindi un riadeguamento e una netta riqualificazione del tessuto urbano attraverso un Piano casa che deve accelerare soprattutto nei grossi centri come Campobasso, Isernia e Termoli. Ci auguriamo che i Comuni attuino gli accordi programma permettendo attraverso il Piano quel rimescolamento delle regole che vanno a migliorare e quindi ad assecondare le esigenze di tutti a cominciare dalle zone agricole e commerciali dove sarà più facile portare avanti degli interventi in materia di edilizia sociale convenzionata ed altro». Naturalmente l'integrazione della norma precedente viene ritenuta necessaria per permettere alle Amministrazioni comunali la possibilità di rimodulare alcune scelte urbanistiche che negli anni si sono rivelate poco attinenti alle istanze del territori privilegiando alcuni settori e attività a danno di altri e viceversa. Quindi l'edilizia tenta a cambiare i connotati nelle aree prima classificate per alcuni interventi adeguandosi a quelle che sono le necessità delle comunità.