Busto potrebbe così entrare negli organismi direttivi del museo. «L'unione fa la forza» Il commercialista bustese Giuseppe Merlini offre alla sua città trecento capolavori assoluti che spaziano da De Chirico a Guttuso, da Morandi e Fontana. Opere che saranno presentate al pubblico per la prima volta dal 6 settembre a Palazzo Loredan di Venezia. E che Busto - secondo l'idea del sindaco Gigi Farioli - vorrebbe accogliere nel rinato ex calzaturificio Borri. Ma non tutti sono d'accordo. Troppe le spese per la ristrutturazione ma soprattutto inutile creare un doppione rispetto al Maga, il museo d'arte moderna di Gallarate, nato un anno e mezzo fa in via De Magri sulla tradizione della Gam, fondata da Silvio Zanella: un'istituzione, un simbolo per i Due Galli e per l'intera provincia. CAMPANILE - II presidente del Maga Angelo Crespi è di Busto, è amico di Gigi Farioli ma non manca di sottolineare una cosa: «Mi sembra molto strano che in tutto questo tempo - cioè da quando Merlini ha offerto la sua collezione nessuno abbia pensato al museo di Gallarate che ha una valenza ben più ampia di quella comunale, gode del favore del ministero e ospita una collezione d'arte coerente con quella del commercialista e appassionato d'arte di Busto». Le due città confinano, possibile che debba sempre avere la meglio il campanile? Crespi non intende scatenare polemiche ma lancia una proposta che - in tempi di vacche magre - assume un'importanza particolare: «Propongo a Busto Arsizio di entrare nel board (negli organismi direttivi, ndr) del Maga. La collezione Merlini diventerebbe cosi un elemento di vanto per tutto il territorio. CAPITALI - La logica è quella dell'unione che fa la forza: «In un momento come questo - specifica il presidente - non bisogna creare doppioni ma lavorare insieme». Tanto più con il cambio di amministrazione che ha visto vincere a Gallarate il centrosinistra di Edoardo Guenzani, già all'opera per rimettere in sesto i conti non proprio rosei ereditati dalla gestione di Nicola Mucci soci. La Fondazione culturale, si sa, soffre per un buco che va ripianato e non si sa nemmeno se riuscirà ad avviare la stagione 201112, il Maga è messo meglio ma non può concedersi voli pindarici. In poche parole può continuare a proporsi come ente culturale di riferimento se riuscirà ad attrarre capitali privati e pubblici, quindi l'apporto di Busto (sempre che la cosa vada in porto) potrebbe essere essenziale. SOPRAVVIVENZA - In caso diverso, il museo non potrà pensare in grande come ha fatto in queste ultime stagioni, dovrà badare solo alla sopravvivenza visto che ha già in parte eroso il fondo dì dotazione fornito dal Comune. L'attività di routine prosegue, ma la grande mostra (Modigliani 2010, Giacometti 2011) non ci sarà. In compenso verrà spostato in primavera - rispetto a ottobre - il Premio Città di Gallarate, mentre resta congelata la rassegna su Renato Guttuso che sarebbe arrivata qui da Roma. La parola d'ordine, però, è: non arrendersi.
La collezione Merlini? Datela al Maga
Il commercialista Giuseppe Merlini di Busto offre 300 capolavori d'arte a Palazzo Loredan di Venezia, ma il sindaco Gigi Farioli vuole accoglierli nel museo di Gallarate. Il presidente del Maga, Angelo Crespi, è contrario, sottolineando che la collezione Merlini ha una valenza più ampia rispetto a quella comunale e che il Maga è un'istituzione più importante. Crespi propone a Busto di entrare nel board del Maga, rendendo la collezione Merlini un elemento di vanto per tutto il territorio. Il Maga è in difficoltà finanziarie e la Fondazione culturale è in pericolo di chiusura.
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