Incendio al seminario. Il 29 agosto 2010 si rischiò una nuova Fenice. Ora lo sfondo del «Davide e Golia» è compromesso. L'indagine punta quattro persone Damiani: mostra a Palazzo Grimani a restauro finito VENEZIA È passato un anno da quelle fiamme che, prima di essere spente in tempi rapidi dai vigili del fuoco, avevano fatto temere una nuova Fenice. Ma se il seminario patriarcale si è fatto poco o nulla, resta purtroppo ancora incerta la sorte della vera «vittima» dell'incendio della notte tra il 29 e il 3o agosto 2010: il Davide e Golia di Tiziano, uno dei maggiori capolavori del pittore, inondato dall'acqua con cui i pompieri avevano spento le fiamme. E non si sa quando tornerà al suo posto. «E' stato un danno pesante, ma fortunatamente non irreversibile - spiega la sovrintendente al Polo Museale Giovanna Damiani - finora è stato fatto metà del lavoro, quello essenziale del recupero della tela accidentata. Durante lo studio però sono emerse anche altre criticità legate a restauri precedenti, che ora, nella seconda parte del lavoro, quella di pulitura e ritocco pittorico, verranno sistemate». In quest'anno di lavoro il colore è stato fermato per impedire altre sbavature. Ora comincerà il lavoro di precisione sull'opera, che si trova alla Misericordia. Nella tela sono ancora visibili le due figure principali, Davide e Golia, ben riconoscibili. E dietro, però, è rimasto uno spazio indefinito: molto si è perso, molto si faticherà a ripristinare. «Il problema più grosso ha riguardato gli sfondi», conferma Damiani. Ora si procederà con la distensione della tela ancora «accartocciata» dopo l'inzuppamento e l'asciugatura poi con la pulitura, sia dal colore «sbavato» che dagli infausti ritocchi del passato. «Ad opera terminata faremo certamente una mostra - annuncia Damiani - saremo a Palazzo Grimani per un breve periodo. L'esposizione traccerà le linee guida dell'intervento di restauro. Poi tornerà alla Salute». «Due tele di Tiziano (Caino uccide Abel e Il sacrificio di Isacco) sono tornate in tempo per la visita del Santo Padre, 1'8 maggio - spiega Monsignor Lucio Cilia, rettore del seminario - il tetto è stato sistemato quasi subito, anche per esigenze di sicurezza, e lo stesso è stato per la pavimentazione. Abbiamo sperato fino all'ultimo che anche il Davide e Golia fosse consegnato in tempo per l'arrivo di Benedetto XVI ma ci hanno spiegato che la situazione era molto più grave di quanto era sembrato all'inizio». Continua invece l'indagine del pm Lucia D'Alessandro. Secondo i consulenti tecnici del pm a scatenare le fiamme sarebbe stato il cannello, che avrebbe surriscaldato la trave e avviato quella combustione durata una giornata intera prima di sfociare nelle fiamme. Degli otto indagati, i consulenti del pm ne avrebbero individuati quattro con maggiori responsabilità: il direttore di cantiere di Sacaim Marzio Mazzetto e il suo assistente Vitangelo Petruzzella (che aveva effettuato il controllo finale alle 17 del giorno precedente), mentre per la ditta di subappalto «Iodice» il titolare Antonio Iodice e l'operaio che maneggiava il cannello.
Venezia, Seminario. Quel Tiziano ancora in cura un anno dopo fiamme e acqua
Il 29 agosto 2010, un incendio si è verificato al seminario patriarcale a Venezia, a causa del quale il dipinto "Davide e Golia" di Tiziano è stato danneggiato. L'indagine ha identificato quattro persone come responsabili dell'incendio: Damiani, Marzio Mazzetto, Vitangelo Petruzzella e Antonio Iodice. La sovrintendente al Polo Museale, Giovanna Damiani, ha spiegato che il danno è stato grave, ma non irreversibile, e che il lavoro di recupero della tela è in corso. Il colore è stato fermato per impedire altre sbavature, e il lavoro di precisione sull'opera è iniziato.
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