turismo Volete imparare come si fa turismo? Andate a Rodi, l'isola delle rose, duecento alberghi, cinquecento ristoranti, poco più grande del comprensorio di Acireale. Ci sono tutti - inglesi, russi, americani, spagnoli - e anche molti siciliani per via del volo diretto da Fontanarossa con Lufthansa e Blue Panorama. Perché vengono qui? Perché il mare è bello, il territorio pulito, la temperatura ideale per via del venticello e soprattutto perché i costi sono accettabili. L'albergo a cinque stelle dove alloggio fa pagare con la mezza pensione 140 euro complessivamente per me e mia moglie. E a Taormina o alle Eolie che prezzi ci sono? Ricordo ancora mazzate da 400 euro a notte. Si paga per il nome, per il marchio. Altra differenza: qui non esistono lidi balneari, l'isola è tutta circondata dal mare, basta attraversare la strada e si va dove si vuole, si paga 5 euro per ombrellone e sdraio e non c'è orario di chiusura. Dico queste cose perché la Sicilia è bella, ma non è sola nel Mediterraneo e nel mondo e se non si sveglia turisticamente sarà scavalcata da altre destinazioni più a buon mercato, cioè quando si riprenderanno Tunisia ed Egitto. La Sicilia rispetto agli altri luoghi del mondo ha il vantaggio di siti archeologici irripetibili dalla Valle dei Templi di Agrigento alle vestigia di Siracusa, al giacimento archeologico di Morgantina e Piazza Armerina ai teatri antichi, ma non sempre con la cultura si mangia se non c'è anche il contorno. Cioè i servizi, le attrazioni, gli eventi, le strade d'accesso, la pulizia dei luoghi. Il primo biglietto da visita della Sicilia è l'aeroporto di Catania, nuovo, grande, quarto in classifica per flusso di passeggeri. Dovrebbe essere un fiore all'occhiello per chi arriva e chi parte, e invece appena fuori dall'aerostazione, nel posteggio a sosta breve, ci sono da ammirare cartacce e un tappeto di mozziconi di sigarette. Ma la ditta che ha l'appalto della pulizia perché non si occupa anche dell'area esterna? Dicono: in questi giorni l'afflusso è enorme, si pulisce, ma un'ora dopo è tutto come prima, cioè sporco. Non è una risposta valida, si deve pulire costantemente, come si deve fare per le toilette, altrimenti diamo l'impressione di una terra sporca. Non vorrei infierire, ma altrove troviamo tutto pulito. Un giorno ci siamo rallegrati con un valdostano per l'ottimo servizio di raccolta rifiuti. Ci rispose: «Non e' il servizio che funziona, siamo noi che non ci permettiamo di gettare roba per terra». Non e' un problema che riguarda solo Catania e dintorni, ma tutta la Sicilia, un po' perché non sappiamo gestire il territorio, gli Ato hanno peggiorato la situazione e la mafia, o i comportamenti mafiosi hanno fatto il resto. I primi a non credere nella possibilità della Sicilia di fare turismo siamo proprio noi siciliani che non ci adeguiamo alle più elementari esigenze. Perché mai a Taormina non c'è una passeggiata a mare per i turisti e gli abitanti di Mazzarò? Come mai non ci sono i marciapiedi e la gente rischia di essere travolta dalle auto? Perché non esiste una teleferica che porta a Castelmola? Queste cose sono l'abc per fare turismo. Del resto abbiamo l'esempio eclatante della Dea di Morgantina che è meravigliosa, ma irraggiungibile a causa delle strade scassate. Si sapeva da anni che sarebbe arrivata, ma nessuno ha saputo provvedere in tempo perché la nostra politica, i nostri amministratori guardano all'oggi, sono incapaci di progettare per il futuro. Abbiamo le Eolie, patrimonio dell'umanità, ma arrivarci diventa un incubo a causa della precarietà del traghettamento, e lo stesso capita per Pantelleria e Lampedusa. E' tutto improvvisato, e tutto a caro costo, come se la gente dovesse pagare solo per venire da noi. Ecco perché poi, quando uno arriva in una piccola isola greca e trova tutto perfetto, si arrabbia. Ci fa male scrivere queste cose, ce lo scrivono anche gli altri: la speranza è che, a furia di sentircelo dire, magari ci verogniamo un po'. 28082011
La Sicilia guardi al modello Rodi
L'articolo parla del turismo in Sicilia e delle difficoltà che la destinazione affronta. L'autore sostiene che la Sicilia è bella, ma non è sufficientemente preparata per gestire il turismo. Ci sono problemi di pulizia, di servizi e di infrastrutture, come ad esempio le strade scassate e il traghettamento per le isole. L'autore critica la politica e gli amministratori che non sono in grado di progettare per il futuro. Inoltre, sostiene che la Sicilia è troppo costosa per i turisti, specialmente se si confronta con altre destinazioni del Mediterraneo.
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