Chiomonte, nuovi assalti ai cantieri: feriti manifestanti e agenti Prossimo appuntamento a Parigi dove si sfilerà contro il nuovo aeroporto di Notre Dame del Landes Obiettivo febbraio 2013 per il Social Forum di Tunisi. E lappuntamento che si sono dati ieri i comitati di lotta contro le grandi opere alla chiusura dellassemblea di Bussoleno in Val di Susa, dopo la tre giorni organizzata dal Movimento No Tav. Prima di allora, sono già in programma una serie di eventi internazionali: una marcia a Parigi a metà novembre contro il mega aeroporto di Notre Dame des Landes nella Loira, una settimana di mobilitazione europea a dicembre, la seconda edizione del Forum contro le opere inutili dannose da organizzare nel 2012 in Francia o in Germania. Un fitto calendario che richiede coordinamento e partecipazione. Per questo i trecento partecipanti alla tre giorni valsusina hanno deciso di unire le forze per quella che definiscono "una nuova categoria di lotta sociale". «Faremo un nuovo sito internet - spiega Paolo Prieri, del movimento No Tav e tra gli organizzatori del Forum - anche per "attirare" altri gruppi che lottano contro lidea che le grandi infrastrutture sono belle e utili: non è vero». Il raggio dazione non si limita allEuropa e alle Ten T, i progetti strategici di Bruxelles, i No Tav hanno raccolto testimonianze sono arrivate dal Brasile, dove gruppi di cittadini si oppongono alla realizzazione della dighe; dal Marocco e da Israele per dire No a nuove linee ferroviarie ad alta velocità. Tra gli obiettivi del nuovo coordinamento anche la "sponsorizzazione" di nuovi saperi. «Non valgono solo le teorie degli scienziati - spiega Prieri - anche chi vive i problemi sulla propria pelle e per questo li ha studiati deve essere ascoltato. Capita in Valsusa, ma è già successo nel Vajont. La gente sapeva che quella diga sarebbe venuta giù e nessuno ha dato loro retta. Abbiamo visto tutti come è andata a finire». La tre giorni di confronto si è chiusa con un appello alla non violenza: sul tavolo dei relatori è stato allestito un "monumento" di pietre e lacrimogeni «perché noi siamo un movimento pacifico» hanno sottolineato gli organizzatori. Unambizione che stona un po con il clima di tensione che continua a respirarsi a solo pochi chilometri di distanza. Ancora sabato notte intorno al cantiere di Chiomonte ci sono stati scontri tra polizia e manifestanti, con lancio di pietre e oggetti. La polizia è ricorsa, in tre occasioni, al lancio dei lacrimogeni e allidrante per disperdere gli attivisti che, come già nei giorni scorsi, si sono avvicinati al cantiere da tre lati: dalla centrale elettrica, vicino alla zona archeologica e dalla parte di Giaglione. «Il lancio di lacrimogeni ha provocato diversi feriti - riferisco i No Tav - sia perché inaspettato, sia perché sono stati lanciati ad altezza uomo». Anche tra le forze dellordine alcuni agenti sono stati colpiti, ma nessuno ha riportato lesioni gravi. È lennesimo episodio della strategia dagosto messa in atto dal Movimento. Piccoli numeri - complice la stagione e la mobilitazione che dura ormai da mesi - sufficienti però a organizzare quotidiane azioni di disturbo nei confronti delle forze dellordine e degli operai impegnati al cantiere.
PIEMONTE - "No grandi opere", a Bussoleno nasce il coordinamento mondiale
Ieri a Bussoleno in Val di Susa si è conclusa una tre giorni di assemblea del Movimento No Tav, che ha deciso di unire le forze con altri gruppi che lottano contro le grandi opere. Il movimento ha anche deciso di creare un nuovo sito internet per "attirare" altri gruppi. Tra gli obiettivi del nuovo coordinamento, anche la "sponsorizzazione" di nuovi saperi. Il movimento ha anche sottolineato l'importanza della non violenza. In Val di Susa, i manifestanti hanno lanciato pietre e oggetti contro il cantiere di Chiomonte, provocando diversi feriti. La polizia ha risposto con il lancio di lacrimogeni e idrante.
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