IL CASO. La sede è in lungadige Capuleti. Il parlamentare: «Lavoro utile per evitare secessioni» L'ex ministro Brancher presidente dell'ente parastatale: può disporre di 160 milioni di euro da distribuire. L'Espresso: «È un condannato» Da molti è già stato ribattezzato «fondo Brancher»: un tesoretto che entro la fine dell'anno raggiungerà i 160 milioni di euro, da ripartire tra i Comuni confinanti con le province autonome di Bolzano e di Trento, previa valutazione di specifici progetti da parte di un ente costituito ad hoc, l'Organismo di indirizzo (Odi). E questo Odi, fondo per lo sviluppo dei Comuni di confine, ha sede proprio in città, in lungadige Capuleti 11, nel contesto degli uffici finanziari e dell'Agenzia delle entrate che fanno capo appunto anche loro al ministero dell'Economia. Il nuovo ente è stato istituito il 14 gennaio scorso con un decreto firmato dal premier Berlusconi e dal ministro Giulio Tremonti: il presidente è l'onorevole Aldo Brancher, ex dirigente Fininvest da sempre fedelissimo del Cavaliere ed ex ministro del Federalismo, in carica per soli 17 giorni nel giugno 2010. Proprio lui che, qualche settimana fa, ha visto diventare definitiva la sua condanna a due anni di carcere per appropriazione indebita e ricettazione. Anche per questo motivo, è stato attaccato dal settimanale L'Espresso in edicola in questi giorni, che ha ripercorso il suo passato, approfondendo anche i compiti e le attività del neonato ente parastatale. L'Odi, collocato all'interno dell'ufficio Ragioneria territoriale del ministero delle Finanze, ha l'obiettivo di contenere il divario tra i territori del Trentino Alto Adige e quelli confinanti, per evitare il «fuggi fuggi» generale di tutti quei paesi del Veneto e della Lombardia, che potrebbero ricavare benefici da un'eventuale annessione alle due Province autonome. Nel Veronese sono otto i Comuni interessati (Malcesine, Bosco Chiesanuova, Sant'Anna d'Alfaedo, Dolcè, Brentino Belluno, Selva di Progno, Erbezzo e Ferrara di Monte Baldo), oltre a un'altra quindicina di paesi a loro contigui. Il 30 giugno scorso, il bando per la presentazione dei progetti è scaduto: le domande di finanziamento arrivate all'Odi sarebbero 179, stando ad alcune fonti ufficiose. Fumane avrebbe presentato un progetto per il miglioramento dell'accesso e della fruibilità della «Grotta di Fumane», Sant'Ambrogio avrebbe chiesto un sostegno per restaurare villa Bassani Brenzoni, Negrar è interessata alla conservazione di villa Venier ad Arbizzano. E ancora, Velo Veronese chiede la realizzazione di aree verdi, piazzali attrezzati e parcheggi per il proprio centro storico. Ogni paese ha le sue piccole esigenze e il «fondo Brancher» può aiutare a risolverne qualcuna, forte dei suoi 80 milioni di euro annui, finanziati dalle due Province autonome (4040). Somma che quest'anno sarà raddoppiata, perché la prima spartizione riguarda il biennio 2010-'11. «Sul mio conto si continuanto a scrivere cattiverie». L'ex ministro Aldo Brancher respinge al mittente le accuse dell'Espresso. «Bisognerebbe avere l'onestà di leggere quello che prevede questa norma della Finanziaria del 2009 approvata dal Parlamento. Questo fondo di 160 milioni in due anni», afferma Brancher, «è stato messo a disposizione dalle province autonome di Trento e Bolzano, che hanno rinunciato a investirli sul proprio territorio, per favorire la situazione economica dei Comuni di confine. È talmente chiara la filosofia di questa iniziativa. Ma invece di dire "che bello finalmente si fa qualcosa di concreto per aiutare i piccoli Comuni che vorrebbero passare al Trentino perché si sentono bistrattati", parlano di "tesoretto di Brancher", ma questi soldi», sottolinea, «non li gestisco io, siamo in otto a vagliare i progetti». Il deputato giura sulla correttezza dell'iter: «È stato fatto un avviso pubblico e sono arrivate 179 buste che possono contenere uno o più progetti. Siamo in ritardo sull'esame delle proposte proprio perché vogliamo che le cose siano fatte in regola. Sulle valutazioni dei vari progetti», assicura, «il percorso è trasparente: sono stati stabiliti dei punteggi e le scelte saranno sottoposte a valutazione, terremo conto delle aspettative per far del bene al territorio». Il settimanale in edicola contesta l'opportunità di affidare il «tesoretto» al deputato del Pdl per la sua recente condanna. «La mia coscienza è a posto e andrò avanti per la mia strada. Sul fondo Odi», replica, «non prendo un euro, non sono previsti rimborsi né compensi, come si permettono di insinuare teoremi senza senso? Si tratta di un'operazione a favore di Comuni che si sentono abbandonati. Io faccio il mio dovere, ma vedo che si altera la realtà e la verità».
È a Verona la banca per i Comuni di confine
Il fondo Brancher è un ente parastatale istituito con un decreto del premier Berlusconi e del ministro Giulio Tremonti nel gennaio scorso. Ha sede in lungadige Capuleti e ha l'obiettivo di contenere il divario tra i territori del Trentino-Alto Adige e quelli confinanti. Il fondi è di 160 milioni di euro, da ripartire tra i Comuni confinanti con le province autonome di Bolzano e di Trento. Il presidente dell'Odi è l'ex ministro Aldo Brancher, condannato per appropriazione indebita e ricettazione. Il fondo può aiutare a risolvere le piccole esigenze dei Comuni, ma è stato attaccato dal settimanale L'Espresso che ha ripercorso il passato di Brancher.
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