Nasce "Salotto Ricordi" grazie all'accordo con l'Archivio storico Ci sarà molta Turandot, a casa Puccini in corte San Lorenzo. E ci saranno anche documenti mai esposti prima nel "salotto Ricordi" che la Fondazione Crl - proprietaria dell'immobile - e la fondazione Puccini, gestore della casa museo, stanno allestendo in vista dell'inaugurazione del 13 settembre. È questo il senso dell'accordo siglato fra la città e Ricordi C. srl, proprietaria dell'Archivio storico di Ricordi, il più importante al mondo per l'opera. Libretti, partiture, manifesti, bozzetti e lettere autografe dei più grandi compositori di tutti i tempi sono conservati in questo archivio che deve molto a Giulio Ricordi, editore di Giacomo PUccini. Per i primi sei mesi di attività del museo, e per favorire il (ri)lancio della casa natale di Giacomo Puccini, rimasta chiusa per cinque anni, l'Archivio Ricordi apre i propri caveaux e lascia uscire (fino al 31 marzo) alcuni «documenti di inestimabile valore», annuncia il Comune. Alcuni inediti, alcuni no, come - ad esempio - i due splendidi bozzetti (Il giardino della Reggia del I quadro e l'esterno del palazzo imperiale del quadro II) realizzati da Galileo Chini per la Turandot andata in scena il 25 aprile del 1926 alla Scala di Milano, un anno e mezzo dopo la morte del Maestro. I bozzetti sono già stati esposti alcuni anni fa a Viareggio, a villa Borbone, in una mostra che il festival Pucciniano organizzò insieme ad Archivio Ricordi per mostrare le opere d'arte realizzate, sotto forma di bozzetti, da grandi artisti del Novecento: fra questi, appunto, Chini, il decoratore toscano (che conobbe Puccini) considerato forse il più grande esponente del Liberty in Italia. Questi bozzetti saranno esposti in una delle stanze della casa natale del Maestro arredata - annuncia il Comune - con i mobili del salotto di Giulio Ricordi, con il marchio della ditta, i tre cerchi incrociati, nella tappezzeria. Oltre ai bozzetti di Chini, in questo salotto saranno esposti la prima edizione a stampa del libretto di Turandot, firmato da Giuseppe Adami e Renato Simoni, lo spartito (dell'opera) per canto e pianoforte nella rarissima edizione "lusso", la collezione completa dei 41 figurini dei costumi e delle tavole di attrezzeria di Turandot disegnati da Umberto Brunelleschi. Saranno esposti al pubblico per la prima volta i fogli degli ultimi schizzi per il finale dell'opera così come furono realizzati da Giacomo Puccini poco prima di morire. Non è un caso che il salotto Ricordi, almeno nei primi mesi di vita del museo, sia dedicata a Turandot. Infatti, nella casa museo saranno esposti il pianoforte Steinway Sons su cui Puccini compose l'opera, e il costume per il II atto realizzato, sul figurino di Umberto Brunelleschi, per la prima americana dell'opera al Metropolitan nel 1926. «Il museo - dichiara Tino Cennamo, amministratore delegato dell'Archivio Ricordi - è un ambizioso progetto culturale che porterà all'attenzione del pubblico nazionale internazionale un patrimonio artistico e musicale unico al mondo». Non a caso - precisa l'assessore alla cultura, Letizia Bandoni - «abbiamo pensato alla casa di Puccini non solo come un'opportunità di marketing territoriale ma soprattutto come un'occasione di rilancio culturale dell'offerta pucciniana della città». E questo accordo «attua una delle linee progettuali più qualificanti della gestione del museo - sottolinea Gabriella Biagi Ravenni, direttore della Fondazione Puccini -: quella delle collaborazioni di livello internazionale. Il museo vuole proporre un'immagine viva del compositore. E allora non si poteva trovare niente di meglio che "fotografarlo" al lavoro nel Salotto Ricordi dove si sono svolte conversazioni fondamentali per le sue scelte artistiche».
LUCCA. Inediti in mostra nella casa natale. Saranno esposti gli schizzi originali del finale di Turandot
Il Comune di Lucca e la Fondazione Crl, proprietaria dell'Archivio storico di Ricordi, hanno firmato un accordo per aprire il salotto Ricordi, casa museo di Giacomo Puccini, per la prima volta. Il salotto sarà dedicato a Turandot e sarà esposto il pianoforte su cui Puccini compose l'opera, il costume per il II atto e i bozzetti di Galileo Chini. Alcuni documenti dell'Archivio Ricordi, come la prima edizione a stampa del libretto di Turandot e lo spartito dell'opera, saranno anche esposti.
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