Farsi un giro per la città e trovare alcuni dei più importanti musei chiusi per lavori di ristrutturazione, per carenza di personale oppure «aperti a singhiozzo» a cause della spinosa questione dei custodi, dipendenti della Beni Culturali. È quanto è accaduto durante questi mesi estivi (ma soprattutto durante il Ferragosto) ai tanti turisti in vacanza a Palermo. Un vero smacco per il capoluogo, ricco di opere artistiche e monumentali apprezzate in tutto il mondo. Ma proprio quando la stagione estiva sembra quasi al termine, ecco in arrivo una soluzione: «Secondo le nuove disposizioni dettate dal Dipartimento, si comunica ai gentili visitatori che Palazzo Abatellis la domenica 28 agosto 2011 sarà aperto dalle 9 alle 13». È quanto si legge nel sito ufficiale del Dipartimento ai Beni culturali. Da oggi, quindi, l'Abatellis, uno dei musei più importanti di Palermo, riapre le porte anche di domenica. Qui sono custoditi capolavori come «L'Annunciata», di Antonello da Messina e «Il trionfo della Morte»; insomma, è una delle tappe obbligate nei giri turistici della città. E con esso riapre i battenti anche il vicino Palazzo Mirto, per quattro secoli dimora del casato dei Filangeri, antica e nobile famiglia che vanta origini leggendarie. La riapertura è stata ottenuta grazie all'intesa con i sindacati dei custodi, assunti con contratti a 28 ore anziché a 36. Questi dovranno gestire la riapertura dei due poli artistici cittadini, garantendo le aperture festive fino a fine settembre e beneficiando delle ore sottratte ad altri siti che resteranno chiusi di domenica. Tutto ciò sarà possibile, non con uno spostamento del personale, ma solo del monte di ore dei 32 lavoratori coinvolti. Ovviamente, questa sarebbe solo una soluzione temporanea, un tampone da applicare fino a settembre. Da ottobre, infatti, ritornerà la questione dei custodi «ex Spatafora», anche perché è impensabile dover sottrarre il monte di ore domenicale ad altri siti di interesse artistico e culturale (come il Chiostro di Monreale), che resterebbero chiusi per agevolare la fruibilità dell'Abatellis e del Mirto. I lavoratori sperano così in un contratto full-time che andrebbe a tutelare tutto il patrimonio artistico cittadino. 28082011