michele giardina Pozzallo.Ieri solite accattivanti parole di circostanza, pronunciate e recitate nel corso di uno spettacolo. Bello e interessante. Allestito in una calda serata d'estate, a due passi dal mare, in onore e a difesa dei diritti di un ammalato grave: "Irene of Boston". Con la partecipazione di rappresentanti della Sovrintendenza ai Beni Culturali, studiosi di storia locale, appassionati d'arte e di opere da restaurare. Oggi, da quelle parti, atmosfera triste, condita da un assordante silenzio e qualche inutile lacrima di coccodrillo. Certamente tanta amarezza. Che non c'è stato, come in molti, quella stessa sera d'agosto 2010, temevano. Timori a parte, le conferme sono sempre sgradite. Sanno di immobilismo dissacrante. Oggi che Irene of Boston è crollata al suolo, le chiacchiere stanno a zero. E con l'incalzare della crisi economica e di valori umani e sociali, la sfiducia aumenta. L'entusiasmo e la voglia di fare accusano il colpo. Frenano. La "sacra" iniziativa portata avanti lo scorso anno dall'associazione culturale "TrattiDiversi", per salvare la storica imbarcazione, non è servita a nulla. L'ipotesi di restauro di un architetto locale, valida e apprezzabile, è rimasta tale. Difficile trovare seri interlocutori quando si tratta di recuperare beni culturali. Torre Cabrera e Museo del mare aspettano da anni i finanziamenti per il completamento dei rispettivi progetti. Dopo la prima parte dei lavori, tutto è fermo. Limbo istituzionale. Irene of Boston non poteva non fare la fine che ha fatto. Dopo lunga e fantastica corsa attraverso mari e oceani, l'antica barca a vela inglese si è fermata a Pozzallo. Stanca e sfinita. In un sito che trasuda storia di mare e bastimenti. A due passi dall'ex cantiere di don Emilio Amenta, maestro d'ascia. Come a voler chiedere aiuto. Ora, esanime, è crollata al suolo, tradita dal tempo e dall'uomo. Alla Balata. Bello e fantastico pezzo di scogliera mediterranea. Terra di Sicilia. Calda, passionale, generosa e accogliente. Giocoforza anche bugiarda. Perché tradita dalla politica delle "cattedrali nel deserto", che fa da contraltare alla incapacità cronica di valorizzare il fantastico patrimonio culturale di cui disponiamo. "Don Miliu" storico maestro d'ascia, sarà dispiaciuto. La Balata è ancora impregnata dell'odore del legno sapientemente lavorato dalle sue mani. La sua baracca è stata per decenni un laboratorio d'arte. Don Miliu cessò l'attività quando le sue mani ferite, mutilate e distrutte dalla fatica, si arresero. Fosse stato in vita sarebbe stato certamente pronto a salvare la storica imbarcazione. Perché era maestro artigiano per amore. Nata in un vecchio cantiere alla periferia di Boston nel giugno del 1914, l'imbarcazione fu battezzata con il nome di Irene, in onore della figlia minore del maestro d'ascia che l'aveva costruita. Navigò inizialmente come "pilotship", assolvendo al compito di portare i piloti sotto bordo ai bastimenti. Quarant'anni dopo l'acquistò un ex capitano di lungo corso originario della Cornovaglia, per girare il mondo assieme alla sua famiglia. Nel 1959 si fermò a San Francisco per alcuni mesi per rinnovare le vele maestre. Il 20 settembre 1960 salpò alla volta di Falmouth. Si persero poi sue notizie per alcuni anni. Nel 1969 era a Malta sotto bandiera americana. Fece il suo ingresso nei mari italiani nel 1971. Nel 1976 divenne "charter" estivo per navigazioni lungo le coste della Calabria e della Sicilia. Finita a Pozzallo, dopo trent'anni di abbandono, ci si era illusi di risvegliarla dal coma profondo dell'incuria umana. Un'illusione! 27082011
SICILIA - Solcava i mari del mondo adesso è crollata in pezzi
Ieri sera, a Pozzallo, si è tenuto uno spettacolo per difendere i diritti di Irene of Boston, una barca a vela inglese ammalata grave. L'evento era stato organizzato dall'associazione culturale "TrattiDiversi" e aveva visto la partecipazione di rappresentanti della Sovrintendenza ai Beni Culturali, studiosi di storia locale e appassionati d'arte. Tuttavia, l'evento è stato un successo di pubblico, ma non ha portato a una soluzione per il restauro della barca. La barca, che aveva navigato per molti anni, si è fermata a Pozzallo dopo trent'anni di abbandono e non è stata salvata.
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