Molti i luoghi inaccessibili Il penitenziario potrebbe essere trasformato in struttura ricettiva Quella che voglio raccontare è una triste storia, relativa all'isola di Capraia, che in pochi conoscono e che tutti noi dovremmo meglio proteggere e valorizzare. E' una delle perle del nostro arcipelago, per bellezza naturalistica, per fauna, ma anche per valore storico e culturale. Le colline a picco sul mare, le cale Rossa, del Ceppo e della Mortola non hanno nulla da invidiare a molte spiagge della Sardegna o della Grecia. Altrettanto vale per la chiesa dell'Assunta, eretta nell'anno mille, il Castello, la Torre dello Zenobito, il convento di Sant'Antonio: sono pezzi unici che meritano eguale rispetto e costituiscono vanto del patrimonio culturale di questa nostra terra. E' vero, l'espansione edilizia è stata ben tutelata, almeno sinora. Dal mare non si vede una costruzione, al di fuori dell'insenatura del porto di Capraia. Ed è così da sempre, molto prima della costituzione del Parco dell'arcipelago toscano che oggi occupa oltre l'80 per cento del territorio isolano. Anche il paese sembra in buone condizioni e così il castello, appena ristrutturato da un'avvenente contessa inglese. Eppure l'isola soffre, lo percepisce chiunque, già all'arrivo. C'è una forte crisi del turismo, che peraltro non ha risparmiato nessuna delle nostre isole. La portualità, anche qui, è inadeguata nonostante i quattro pontili galleggianti e il campo boe, costati anni di trafila burocratica. I diportisti si concentrano ormai in poche settimane. E quando arrivano più copiosi, in agosto, non c'è posto per ospitarli. Molti restano in rada, consumano il territorio ma non contribuiscono al suo sviluppo. E poi vi sono altre, ricorrenti difficoltà. Allo storico Bar Massimo, sulla camminata del porto, i commenti sono univoci. Siamo troppo pochi: 550, in teoria, gli abitanti dell'isola. D'estate si arriva a tremila presenze ma gli effettivi, nei mesi invernali, sono appena 150. La stagionalità turistica è troppo corta per alimentare servizi adeguati. Manca una valorizzazione turistica complessiva e non si è scelto a quale utenza vocarsi; ci si limita ad accogliere chi capita. Le voci formano poi un coro quando si parla dello Stato: siamo stati abbandonati, dicono. E il problema è sempre il solito: non riusciamo, in Italia, a coniugare ambiente, paesaggio e sviluppo economico, che qui è soprattutto turismo. L'ente Parco non ci aiuta: non riesce ad unire la tutela del territorio con misure che ne garantiscano una fruizione equilibrata, socialmente ed economicamente apprezzabile. Per cui gran parte dell'isola è inaccessibile, sostanzialmente preclusa a chiunque, compreso il turismo selezionato e rispettoso dell'ambiente. E così anche buona parte della costa, da punta della Manza a punta del Trattoio, è off limits. Magari con pochi punti boa, un sistema di accessi controllati, sarebbe diverso. E poi c'è la vicenda dell'ex colonia penale. Anche qui, la storia è tristemente nota e fa sanguinare il cuore. Conflitti di competenza, contenziosi interminabili tra Stato e Comune di Capraia; da ultimo la reviviscenza di antichi usi civici, rendono tutto difficile, se non impossibile. E l'esito è sotto gli occhi di tutti. Ben 50.000 metri cubi di strutture, colture e terrazzamenti; impianti, opere idrauliche, una chiesa sconsacrata, sono ancora lì, in degrado, avvolti dalle ortiche. E non è la natura che avanza; è lo Stato che arretra: si appropria, utilizza, illude e poi abbandona, incapace di ripensare alcunché, di mutare la storia in progetto. La storia è storia, e finisce li. Ma non è una novità, lo hanno segnalato, gridato in tanti. Altre isole ex carcere come Pianosa, l'Asinara, Santo Stefano (Ventotene) ne sono testimonianza tangibile. Eppure potrebbero essere trasformate, almeno le strutture penitenziarie, in insediamenti turistici, foriere di conservazione e valorizzazione al contempo. Potrebbero tramandare le loro esperienze, invece che gettarle alle ortiche. Ma qualcuno è mai stato ad Alcatraz, nella baia di S.Francisco, a vedere come una ex carcere diventa motore di turismo? Siamo a metà agosto. C'è ancora un sindaco a cui chiedere informazioni. Dice di battersi per rivitalizzare un'isola morente. Ma tra qualche settimana, in virtù della manovra di mezz'estate, potrebbe dover ritrarsi anche lui, insieme a ciò che resta dello Stato. Capraia sarebbe uno dei Comuni da eliminare o accorpare ad altri. A chi? Mah, sorride il sindaco: facciano loro. Qui, la più vicina è la Corsica.