L'Annunciazione di Tiziano e uno dei protagonisti dell'architettura napoletana del Cinquecento, Giovan Francesco di Palma, detto il Mormando, il fondo più prezioso della Biblioteca Ambrosiana di Milano e Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile: sembrano non aver nulla in comune tra loro e invece sono appena sufficienti per definire gusti, interessi e passioni che accompagnano per più di un secolo la famiglia Pinelli, emblematica della Napoli rinascimentale e barocca, anche se ormai ignota ai più. La tela di Tiziano, da tempo esposta nel museo di Capodimonte, era stata commissionata a Venezia da Cosimo Pinelli, poco dopo il 1557, per la cappella della chiesa di San Domenico Maggiore, dedicata alla Madre di Dio e destinata ad accogliere i sepolcri della famiglia, dove ora ritorna, almeno come riproduzione fotografica di eccellente qualità, realizzata da Luciano Pedicini, in occasione del restauro appena ultimato, che sarà presentato questa sera, alle 20, nella chiesa di San Domenico Maggiore, a Napoli, restauro diretto da Ida Maietta della Soprintendenza per i Beni Architettonici e condotto dall'Officina del Restauro di Francesco Esposito. Un piccolo, raffinato scrigno che il ricco banchiere aveva acquistato dai precedenti proprietari, gli Abenante, trasformandolo nel bell'esempio di luminosa architettura rinascimentale. Nel rispetto della «geografia» nobiliare, la cappella era vicina al palazzo che Cosimo si era fatto costruire da quel Giovan Francesco di Palma detto il Mormando, allievo e genero del più famoso Giovanni Donadio di Mormando, lungo l'attuale via Benedetto Croce, del quale però ben poco rimane, dopo la ricostruzione seguita al terremoto del 1668, in quello che oggi si indica come Palazzo Foglia. Sempre a lui, in rapida ascesa sociale, ma anche autorevole esponente dell'Accademia degli Infuriati, si deve l'acquisto nel 1542 del feudo di Giugliano e la costruzione del palazzo baronale, ben più vasto di quello napoletano e già espressione di quella «civiltà della villa» che caratterizza il secolo, probabilmente opera dello stesso Mormando, e ancora solidamente presente, seppur trasformato. Qui, proveniente da Mantova, sarebbe approdato Giambattista Basile, rimanendovi fino alla morte. Un altro sepolcro della cappella appartiene a Cosimo, sposato a Nicoletta Grillo, che nato a Napoli nel 1568 muore a Padova nel 1601. La sua figura di bibliofilo, letterato, alchimista e botanico è perfetta espressione dei gusti, o piuttosto delle passioni, che scuotono gran parte dell'ambiente napoletano sul finire del secolo. Alla sua morte, la biblioteca racchiusa in 130 casse viene inviata a Napoli per essere venduta dagli eredi: il poco che viene recuperato dopo il naufragio è acquistato dal cardinale Federico Borromeo e costituisce il nucleo più prezioso della Biblioteca Ambrosiana di Milano.
Un restauro nel nome dei Pinelli
La tela di Tiziano, "L'Annunciazione", è stata restaurata e ritorna nella chiesa di San Domenico Maggiore a Napoli. La tela era stata commissionata da Cosimo Pinelli, un ricco banchiere, per la cappella della chiesa, dove sarebbe stata esposta la famiglia Pinelli. La cappella è stata progettata da Giovan Francesco di Palma, detto il Mormando, un architetto napoletano. La famiglia Pinelli era emblematica della Napoli rinascimentale e barocca. La tela è stata restaurata da Ida Maietta e condotta dall'Officina del Restauro di Francesco Esposito.
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