I sorveglianti: "Se il ventenne morto nel dirupo avesse chiamato, non saremmo mai arrivati" "Rubano tutto anche i rubinetti delle fontane e i cartelli di pericolo che mettiamo" Custodi senza macchina di servizio per raggiungere le zone più lontane del bosco. Segnaletica puntualmente apposta dai sorveglianti e sottratta o nascosta dai frequentatori di Capodimonte. Il giorno dopo la morte di Antonio Barbatelli, il ventenne caduto mentre faceva jogging nel dirupo vicino alla Grotta di Maria Cristina, dal lato di via Masoni ai Ponti rossi, e ritrovato solo 24 ore dopo la scomparsa, è il momento dei dubbi e della ricerca di eventuali responsabilità nella gestione del patrimonio boschivo del sito reale. «Centotrentaquattro ettari non sono facili da tenere sotto controllo», ragiona Alfredo Liberti, che ha appena percorso a bordo di un furgone la strada che unisce il cancello dingresso con il punto più lontano, prossimo a dove Barbatelli è caduto. «Larea dellincidente però lavevamo transennata, tanto è vero che il ragazzo aveva anche impedito alla sorella di raggiungerla perché rischiosa. Purtroppo tanti cartelli vengono portati via. Qui rubano tutto. Anche i rubinetti delle fontanelle, lo fanno di notte, quando nessuno li vede. Una questione di inciviltà». Nel bosco le notizie cattive si danno il cambio con le buone: «Un giovane ha riportato un borsello che qualcuno aveva dimenticato su un sedile di pietra - racconta la custode dalla sua garitta - lho aperto e lho consegnato alla polizia a cavallo: cerano duemila euro. Per fortuna il ragazzo è tornato a riprenderlo, era smarrito e confuso». La morte di Barbatelli è stata vissuta come una tragedia da tutti i dipendenti della soprintendenza di Palazzo reale. Il giovane podista si era allontanato di molto dallingresso. Due ragazzi che si rinfrescano alla fontana dopo la corsa, invece no: «Ci sono zone meno curate, ma sono sempre segnalate - dicono i due - in genere chi viene qui a correre non si allontana mai dai viali centrali pavimentati». Antonio Santillo, che, come tutti gli abitanti di Capodimonte non si fa mancare la passeggiata nel parco e qualche volta si allunga nel bosco, non riscontra anomalie: «Persino i fossati per lacqua che corrono lungo i viali, profondi una quarantina di centimetri, sono stati transennati». Ma la vittima della caduta non ha potuto neppure chiedere aiuto. «Se pure ci fosse riuscito - dice la custode - avremmo dovuto chiedere aiuto a qualcuno che aveva la macchina, per raggiungerlo. Qui ci muoviamo solo con le nostre auto, e per 134 ettari ce ne vuole di benzina...».