ANTONIO FASCETTI Il lettore Raimondo Pistoia si è in questi giorni preoccupato per le sorti dell'antica fontana di Piazza della stazione, che fu rimossa, non tra le proteste della cittadinanza, bensì con soddisfazione di tutti. La fontana in questione faceva bella mostra di sé, tra il verde degli allori e in compagnia del pozzo marmoreo, già presso piazza Carrara, nel giardino del museo civico, presso la chiesa di San Francesco, ove ora si trova la scuola media G. Carducci e questo già dalla fine dell'Ottocento. Nel 1955 venne a qualcuno degli amministratori di allora la bella pensata di rimuoverla, Sovrintendenza dei Monumenti consenziente, per poterla collocare al centro della vasca ove ora, per fortuna figura una più idonea scultura del pisano PuccinelIi. I pisani ricorderanno che la suddetta fontana, dagli splendidi decori narmorei, finì ben presto di scomparire sotto le borraccine e le concrezioni fungose contornata da maleodoranti festoni di pillacchere erbose; ripulita accuratamente fu in breve tempo ancora ricoperta tanto che non si vedeva più nulla. Il sottoscritto, vanta il merito di aver richiesto, all'Opera della Primaziale la rimozione di tale opera d'arte. Ma cosa era in realtà tale fontana? Si trattava del Sacro Fonte Battesimale del Duomo, fatto eseguire da Ferdinando 1 de' Medici per collocarlo al posto di quello danneggiato dall'incendio del 1595, quello al quale era stato battezzato Galileo Galilei. Opera databile all'inizio del '600, forse eseguita da G. Battista Sandrini, pisano, al quale si deve il Fonte Battesimale nel Duomo di San Miniato, databile dopo il 1630, molto simile. Ben ripulita dalle incrostazioni calcaree e dalle borraccine ora figura nel giardino del Museo dell'Opera del Duomo, ove Raimondo Pistoia, che certamente avrà visitato tale Museo la avrà osservata in tutto il suo splendore di opera del primo barocco, sullo sfondo della Torre pendente. (Ordinario di disegno e storia dell'arte e consigliere esperto della Regione Toscana)