Non ha dubbi il filologo e storico del mondo antico Luciano Canfora: il celebre papiro già attribuito al geografo Artemidoro di Efeso, collocato da illustri studiosi tra il I secolo avanti Cristo e il primo dopo, è secondo lui unopera di metà 800, uscita dalle abili mani del calligrafo greco Costantino Simonidis. È talmente sicuro di questo fatto Canfora da intitolare La meravigliosa storia del falso Artemidoro lultimo saggio sulla vicenda che ha preso il via nel 2004, con lacquisto del reperto da parte della Compagnia di San Paolo per destinarlo al torinese Museo Egizio, a cui in realtà questo non è mai approdato. Canfora intende mostrare come tale papiro non possa che essere opera di Simonidis e porre dunque la parola fine a una diatriba che lha opposto in particolare allo storico dellarte Salvatore Settis. Il libro diventa occasione anche per riflettere sul significato del falso nella storia della cultura: daltronde Jakob Burckardt in una celebre lezione spiegò che «il falso è innanzi tutto opera darte», additando proprio in Simonidis (1820-1890) un esempio memorabile di falsario grande e non necessariamente venale. Mentre i contemporanei lo ritenevano un pericolo: riuscì a beffare persino lAccademia delle Scienze di Berlino e la British Library, che mise in crisi vendendo pezzi veri e pezzi falsi.