Cambia ancora il tracciato dell'autostrada della discordia. Lo rivela il presidente Sat Una variante, l'ennesima nella storia tormentatissima della Livorno-Civitavecchia. Stavolta da Quattro Strade a Fonteblanda-Talamone, grosso modo una quindicina di chilometri, per evitare che in quel tratto la Tirrenica che (forse) verrà si sovrapponga all'Aurelia. È la soluzione a cui sta lavorando la Sat, la società incaricata di costruire l'opera, per rimuovere il no netto e infuriato del sindaco di Orbetello Monica Paffetti e del presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras ("Orbetello va fuori autostrada", "l'Espresso" n. 32). Lo annuncia a "l'Espresso" Antonio Bargone, presidente della Sat. Basterà la variante? Marras ha già chiesto che l'autostrada salti del tutto il territorio del comune di Orbetello... "L'attuale progetto non è un tabù e abbiamo tre mesi per presentare il definitivo al Cipe. Con Regione ed enti locali possiamo esaminare tutte le obiezioni. Stiamo già valutando alcune ipotesi di varianti". Come quella Quattro Strade-Fonteblanda? "Il territorio di Albinia, dove ci sono molte abitazioni e insediamenti produttivi, è un punto delicato, le obiezioni sono oggettive. Non siamo chiusi ad altre proposte, purché non siano ideologiche, ma tecniche. E che soprattutto tengano conto del fatto che lo Stato non ha un euro da spendere per la Tirrenica. O la si fa con il project financing e totalmente finanziata dal pedaggio o non si farà mai". Ma sul vecchio tracciato non erano tutti d'accordo? "Falso che ci fosse un accordo unanime: gli ambientalisti erano molti critici. Inoltre il Cipe approvò il progetto con 127 prescrizioni e, per quanto riguarda la zona di Orbetello, scrisse che esso "costituiva un'irrimediabile lacerazione perché impattava su un territorio importante dal punto dal punto di vista paesaggistico, archeologico e ricco di falde acquifere". E allora? "Abbiamo dovuto rivedere il tracciato. Che ora passa sulla vecchia Aurelia, come hanno sempre suggerito Verdi e Legambiente: così si risparmiano 5 milioni di metri quadri di territorio. Ci siamo anche chiesti con uno studio preventivo per verificare se il tracciato andava a impattare su beni archeologici: il risultato è stato confortante. Dirò di più: anche due strenui difensori del paesaggio, come l'ex rettore della Normale Salvatore Settis e Alberto Asor Rosa, si sono dichiarati favorevolmente rispetto all'attuale tracciato". Ermete Realacci, parlamentare del Pd, ha denunciato un suo conflitto di interessi: presidente della Sat e anche commissario straordinario per la realizzazione della Tirrenica. "Falso. Il decreto di nomina parla chiaro: io non ho alcuna funzione di controllo sulla concessionaria (spetta per legge all'Anas, alla Corte dei conti ed al Cipe), ma solo quello di accelerare le procedure e di rimuovere gli ostacoli di ordine burocratico per garantire il rispetto dei tempi". Però nel 2001, quando divenne presidente della Sat, rinunciò all'incarico di consulente della Regione Toscana proprio per evitare un conflitto di interessi. "Macché, quell'incarico riguardava una consulenza per contribuire all'elaborazione della legge regionale sui lavori pubblici: solo chi vuole strumentalizzare la cosa, ci può vedere un conflitto di interessi con la presidenza della Sat". Polemiche, ritardi, continue varianti: ma si farà mai questa Tirrenica? "Prevediamo di realizzarla entro il 2017. Purché si capisca che l'autostrada non è un favore a nessuno, è un'infrastruttura strategica per l'intero Paese. Comunque non faremo forzature: l'autostrada si farà se è possibile, dove è possibile".