www.iltirreno.itdettagli È sotto gli occhi di tutti, ma non lo vediamo, siamo distratti, o rassegnati, o abituati al degrado che avanza: le Terme del Corallo, via Grande, la Rotonda di Ardenza, e via. Quando l'amministrazione pubblica riesce in un atteso recupero, come per piazza XX Settembre, la rinascita decolla con difficoltà. Grandi progetti innovativi come la Porta a Mare languono, dopo dieci anni che se parla. L'acquario comunale nel 2010 ha riaperto i battenti, ma il restauro era partito nel 2000 e non è ancora del tutto finito. Eppure lo sforzo pubblico per il recupero di luoghi e strutture non è mancato a Livorno. In un periodo di finanziamenti non certo facili, ma meno difficili di oggi, lo Stato, grazie all'impegno straordinario dello staff della Soprintendenza, riconsegnò alla vita della città la Fortezza Vecchia, la Provincia villa Henderson e il complesso ex-Pascoli, il Comune il Goldoni, il lungomare e la Terrazza. Anche la Fortezza Nuova conobbe una stagione di recupero, che partì con l'impiego dei cassintegrati dei «Lavori socialmente utili». La Fortezza divenne un luogo suggestivo della vita culturale livornese: mostre, convegni, feste e concerti. La struttura, però, è di quelle molto difficili da conservare e poi c'era il problema dell'accesso e del rispetto delle norme di sicurezza, anche se fu trovata la soluzione dei pontili galleggianti. Ma, pian piano, cominciarono a prevalere il vandalismo e l'abbandono, fino alla chiusura obbligata del 2009. Niente più concerti, ma nemmeno passeggini e giochi all'aperto di quello che era l'unico polmone verde di una parte, certo non privilegiata, della città. Per invertire la tendenza, ora, servirebbero improbabili ingenti finanziamenti. Ma non basterebbero mai senza la convinzione, l'amore e il sentimento dei cittadini, di fronte ai vandali che si divertono a demolire o si accaniscono a affrescare le mura con scritte senza senso. Decisivo allora è il cuore, la volontà di non arrendersi. Facciamo il tifo per l'assessore Tredici che dice: magari una parte, una sala, riapriamola con le risorse che possiamo attivare. Non ci sono bacchette magiche o soldi per tutte le necessità, ma dobbiamo dare l'esempio dell'impegno e non della rassegnazione, perché il peggior nemico della comunità non è una pur grave crisi economica, ma l'incuria, che svalorizza anche quel (poco) che abbiamo. Ci sono a Livorno le forze sufficienti per combattere l'incuria e la rassegnazione, per dare fiducia e prospettive? Una volta avrei detto di sì. Ora dico non lo so. Ma la sfida di una moderna città europea rimane comunque sempre la stessa: credere e dimostrare che nel rispetto e nella valorizzazione dell'ambiente, della storia e della cultura, c'è il futuro. Se Virzì e il Tirreno avranno saputo dare un po' di carica a una città che ne ha bisogno, a partire da un monumento da salvare, anche solo per poterci passeggiare in pace, non c'è che da ringraziarli.