Antonella Di Nocera assessore comunale - Napoli MI stupisco di leggere sulla "Repubblica" del 24 agosto una lettera pubblicata attraverso vari altri mezzi di comunicazione il 10 agosto scorso, in cui si contesta la gestione del parco del Pausylipon, lettera a cui avevamo già dato risposte dirette ed esaustive. La critica dell' autrice, la dottoressa Rocco, ad un sistema di fatto ereditato da questa amministrazione (incluso il piano ferie che si elabora in febbraio), aveva generato poi un confronto, anche amplificato dai social network, con il mio assessorato e con altri enti coinvolti risolto positivamente. Colgo l' occasione per rendere noto che stiamo lavorando in questi primi mesi per costruire un sistema di accoglienza adeguato ad una città dalle rare bellezze culturali artistiche e paesaggistiche come Napoli. È evidente che i risultati non possono essere immediati perché ci interessa la sostanza e per garantirla occorre un tempo efficace per mettere a sistema quello che esiste e per creare una sinergia forte con tutti gli enti competenti in una situazione che presenta, come ben si può immaginare, una complessità enorme ed un contesto di fatto dissestato. Per chiarezza invio a "Repubblica" l' intero carteggio con la dottoressa Rocco, al quale poi sono seguite ulteriori sue scuse, avendo lei appreso che il piano ferie in corso era stato stabilito dalla passata amministrazione comunale. Questa che riporto di seguito, in particolare, è la mia lettera di risposta: "Ringrazio la gentile signora che ha voluto segnalare all' amministrazione comunale una disfunzione che riguarda uno dei meravigliosi siti turistici della città. La collaborazione e la partecipazione dei cittadini è assolutamente vitale per la nuova giunta ed è alla base dello spirito con cui io stessa ho ritenuto di accettare un incarico così importante. Peccato che i toni usati nella lettera, proprio come quelli ascoltati nel corso della chiamata sul mio cellulare (cosa forse non del tutto scontata in altre epoche o in altre grandi città), non siano stati esattamente propositivi, ma piuttosto inaspriti da una pregiudiziale ricerca del "misfatto", come se i fatti raccontati fossero già in qualche modo conosciuti e l' esito previsto. Sta di fatto che quando nel pomeriggio ho richiamato quel numero da cui avevo ricevuto le rimostranze della signora (avevo rispettato scrupolosamente l' impegno di ricontattarla dopo aver fatto le verifiche presso gli uffici), ho appreso che ella studia archeologia e spesso accompagna a questi scavi amici, parenti o altri. La circostanza mi ha piuttosto sorpreso, perché trattandosi in buona sostanza di un' addetta ai lavori, con una certa conoscenza di luoghi e procedure, sarebbe stata molto più efficace una segnalazione immediata della disfunzione nel momento in cui il numero telefonico da chiamare per la prenotazione della visita non rispondeva, invece di recarsi inutilmente sul "luogo del delitto" con il proposito di chiamare i carabinieri. Tutto ciò non esime dalle responsabilità del caso le amministrazioni coinvolte, e sarà mio preciso dovere verificare con quali motivazioni e modalità gli uffici comunalie la sovrintendenza archeologica abbiano, di concerto, stabilito di sospendere temporaneamente il servizio. Infatti le indubitabili doti da detective della giovane archeologa non sono state purtroppo sufficienti a scoprire come mai un sito archeologico di tale rilevanza non si avvalga, oltre che di lavoratori socialmente utili del comune con funzioni di custodi, di personale competente della sovrintendenza (che di fatto si avvale di convenzioni con associazioni specifiche), oppure qual è il ruolo esercitato nella gestione dei siti del vasto universo di organizzazioni e singoli professionisti (tema quest' ultimo da approfondire anche dal punto di vista legale e fiscale). Dal punto di vista dell' esposizione dei fatti, comunque, confermo e ribadisco che la chiusura del sito per una parte del mese di agosto viene disposta dalla due amministrazioni competenti, in base alla circostanza che i flussi di visitatori in questo periodo subiscono un netto calo, come anche è stato confermato dal sostituto sovrintendente. Pertanto, l' affermazione secondo cui il sito verrebbe chiuso su decisione unilaterale degli uffici comunali per le esigenze di ferie estive del personale di vigilanza è falsa. Fin dal primo giorno del mio incarico ho lavorato insieme al mio staff senza orari per entrare in possesso dei primi elementi di conoscenza dello stato del patrimonio culturale cittadino e per vagliare le numerose e gravi problematiche esistenti. Ci siamo insediati all' inizio dell' estate ed ero consapevole che il mese di agosto avrebbe potuto far emergere problemi su cui non avevamo fatto in tempo ad essere operativi. Purtroppo in questi ultimi anni, ingenti risorse per la cultura e il turismo sono andate in fumo per finanziare onerosi "grandi eventi" senza mai concentrarsi sull' ordinario funzionamento e sulla cura del prezioso e straordinario patrimonio artistico e culturale di Napoli, o sulle misure basilari per assicurare l' accoglienza ai tanti cittadini italiani e stranieri che arrivano per visitare la nostra città. C' è tanto da fare, quindi, e ci occorre tempo, almeno il tempo perché sul denaro abbiamo capito che - a differenza del recente passato - non possiamo contarci più di tanto. È questo che ho detto alla signora al telefono, la quale ha erroneamente e capziosamente riportato le mie parole, adoperando inoltre espressioni francamente inappropriate e poco rispettose. L' episodio comunque ci potrà tornare utile: avremo modo di chiarire e magari rivedere, migliorare, ottimizzare, per esempio, criteri e modalità per cui un sito archeologico (o anche una chiesa del centro storico) resta aperto al pubblico solo grazie al personale comunale. Forse il fenomeno ha a che fare con la singolare tendenza del governo a tagliare i fondi ai Comuni e contemporaneamente chiedergli di estendere gli ambiti di intervento e persino di supportare le amministrazioni dello stato, enti pubblici e privati a garantire servizi e prestazioni. Una tendenza evidentemente da invertire. Provo sconforto per quanto è accaduto per quelle persone in attesa davanti a quel cancello chiuso che, credo, purtroppo non è l' unico; ne sono profondamente rammaricata, come assessore e come cittadina. Nel contempo mi sento di chiedere ai napoletani di continuare a sollecitarci, a incalzarci, anche a criticarci se necessario, perché i risultati in termini di vivibilitàe progresso economicoe sociale nella nostra città arriveranno solo se ci sarà il contributo positivo di ciascuno".