Francesco Di Mare Uno immagina la Valle dei Templi circondata da strade pulite, verde rigoglioso ma curato, pulizia complessiva, decoro urbano, totale assenza di inciviltà Peccato che la Valle dei Templi gli antichi greci pensarono di erigerla nella futura Agrigento, terra dove ciò che venne creato per essere bello, oggi viene massacrato ogni giorno. Questo è il reportage senza filtri su quanto tutti, ma proprio tutti, possono vedere nella zona più importante e prestigiosa della città. Una vergogna che si trascina da troppo tempo, senza che nessuno intervenga. Una vergogna fatta di sterpaglie ad altezza d'uomo, immondizia sparsa dovunque, segnaletica insufficiente, arrugginita, in alcuni casi scomparsa, scarsissima cura del verde pubblico, tranne il rigoglioso proliferare di erbacce e specie arboree di dubbia genesi. Si assiste a un allucinante paradosso: la Valle dei Templi, intesa come spazi a ridosso o nei pressi dei monumenti dorici, è mantenuta mirabilmente dal personale preposto, senza un fazzoletto di carta per terra. Tutt'intorno è uno schifo, senza giri di parole. Il turista che arriva con qualunque mezzo nella zona della Rotatoria Giunone viene accolto dalle indecorose aiuole sulle quali svettano le squallide segnaletiche stradali. Da punti dedicati al verde sono ridotte in pattumiere, nulla a che vedere con le aiuole spartitraffico create a Porto Empedocle. Non a Londra, a Porto Empedocle. Superato questo primo devastante impatto, il turista sognatore decide di addentrarsi nella «tundra», ovvero nell'indegno viale che scorre tra piano San Gregorio e la collina del Tempio della Concordia. Ai bordi della strada - piena di dossi e avvallamenti - è un fiorire di aghi di pino secchi e alberi abbandonati al loro destino. Basterebbe una cicca di sigaretta per innescare un inferno. Usciti indenni dalla «tundra» lungo la passeggiata archeologica stesse scene di squallore, compreso lo spazio antistante l'Anas degno di una discarica. Poi ci sono i Templi, ma forse il turista è già scappato inseguito dalle zecche o dal cattivo odore. 25082011